giovedì 27 dicembre 2012

Ricorrenze forzate.

Ed eccolo.
Un momento di vuoto.
In cui guardo i fari di una macchina e non li vedo davvero.
Ho riletto tutte le cose che ho scritto. Ricorrono sempre le stesse cose: le mani, le parole, l'amore. Il mio ragazzo che guarda un'altra ragazza, ci parla. Con quegli occhi lì, sbrilluccicosi.
Ed io non capisco nulla di tutto ciò. Quali sono le mani le parole l'amore il ragazzo che mi sfiorano la mente? Vorrei che qualcuno venisse a dirmelo.
Lei è alta il doppio di me.
Lei è fisicamente la meta di me.
Lei ha giocato a basket.
Lei canta la nostra canzone.
Lei mi ruba le lacrime.
Perché Lei è Bella e se piange in pubblico la gente la abbraccia. Le chiede cosa è successo.
Bella. Alta. Romana. Bella.
Magra. Romana. Alta.
Con la voce roca.
Il doppio di me.
Io se piango in pubblico sembro ridicola. Ed io non piango in pubblico. Perché le lacrime sono i miei fantasmi. I miei tesori insieme. Io amo ognuna delle mie lacrime.
Per questo le tengo per me.
O Forse qualcuno lontano da qui mi ha insegnato a fare delle mie lacrime un tesoro.

Cambio stanza.
La sta abbracciando davvero?! Davanti a me?!
Non è così... Sta abbracciando un amico.

Saró mai capace a vivere?


Non è così.


Lui non mi guarda più. Guarda solo lei. Con la cose roca. Le gambe lunghe, allampanate, magre, belle. Magre.
Ed io che ho rimesso questo mezzo chilo...
Ed io che non sono nata per essere donna.
Ed io che sto qua a scrivere. Invece di piangere.
Piango con le dita, piango con voi e resto stronza.
Perché vorrei conforto da gente a cui non so dare conforto.

Sono sempre una nullità. Sempre.

lunedì 10 dicembre 2012

Mani.

E poi mi tocco il viso, che ora mi entra in due mani. Piccole, piccole mani. Piccolo, piccolo viso.
Come ci sono arrivata qua? Con le gambe piccole ed il culo in su e le tette dure. Come ci sono arrivata qua? Sto qua perchè non ho soldi per mangiare. Pasta in bianco. Questo sto mangiando da due mesi a questa parte. Pasta in bianco, senza olio, solo cotta. E vorrei potermi vestire bene per non sembrare sempre la solita barbona. Invece sto qua, col maglione catarifrangente arancione e i pantaloni verdi che ormai mi stanno tre volte. Perchè non ho soldi per vestirmi bene.
E il mio ragazzo mi fa foto nuda con la pelle d'oca, perchè la pelle non si paga e questa almeno spero di potermela tenere stretta.
Vorrei sembrare bella. Essere meno maschia, vergognarmi di più a dire certe cose. Vorrei avere pudore, quel pudore bianco che è più sporco di una fogna. Vorrei avere amiche donne, che non ho, che continuo a non avere; per potermi vergognare a parlare di cazzi con la gente, ma per essere troia con le mie amiche.
Vorrei essere una ragazzina H&M e sabato in tacchi e ubriaca con un cocktail e studiosa e porca di nascosto.
E poi mi tocco il viso: sono una ragazza-ragazzo mercato e sabato con la bottiglia di peroni e ubriaca mai o ubriaca male male e con il cervello ma che non studia mai e porca alla luce del sole.
Ma almeno adesso ho le gambe piccole, che mi stanno quasi in due mani.
Taglia 40 larga. Un altro stupido numero, uno come tanti.