Non so perché stamattina mi sono svegliata con un'ansia spaventosa. Come se avessi l'acqua alla gola. Ho la sensazione di dover fare qualcosa di impossibile, ma in realtà non è così. Non ho niente da fare a parte studiare e studiare l'ansia non me la mette.
Boh, avrò fatto qualche sogno strano, che purtroppo non ricordo, ma che mi ha fatto svegliare così: col nodo in gola e lo stomaco duro dalla paura.
La mia serietà alimentare è andata a farsi fottere nella forma di un chilo di riso trasformato in insalata di riso, con la quale faccio anche colazione.
"Viva me!", diceva una ritardata giapponese in un telefilm per bambini.
E quindi "Viva me!" dico io: ritardata e bambina in una vita che potrebbe stare in tv.
Boh.
"Tanto sono grassa, tanto vale mangiare."
Bacioni a tutte voi.
Vi ringrazio per i vostri commenti e vi ringrazia anche Braciola per tutti i complimenti che gli avete fatto.
Per fare alcune precisazioni sull'ultimo post, lui non è di taglia grande, è un Cao de agua e loro sono di taglia media, poi con tutto il pelo sembrano grossi, ma poi in realtà sotto sono dei sorci!
Per quelle che mi hanno detto che mi faccio sottomettere dal mio ragazzo: è la pura verità, ma sono io che sono fatta così; dalle persone che amo mi faccio mettere i piedi in testa, anche a costo di rimetterci. Sono poche le persone che possono permettersi di farlo, ma quelle poche possono davvero manovrarmi come un burattino.
Ho l'ansia dell'abbandono come un cane preso al canile. E questa mi fotte.
Prima o poi cambierò, anche se non ne sono del tutto certa!
<3 vi amo tutte!
E buona giornata ragazzuole *
giovedì 31 maggio 2012
martedì 29 maggio 2012
Il mio cane e dintorni pt. 2
Oggi ci mettiamo in marcia e torniamo a Roma! Che gioia! Ogni volta che torno nella mia città, più che altro a casa mia, mi passa la voglia di vivere. Ed al mio cane pure.
Poverino, qui sono costretta a portarlo solo in passeggiata, dato che non ci sono aree cani e dato che ai giardinetti vicino casa non sai mai chi ci potrai incontrare. Qui c'è gente che scioglie pure cani assassini come se nulla fosse, infatti una volta siamo stati braccati (letteralmente) da un hamstaff e due cani corso. Gli intelligentissimi padroni di questi cani mi urlavano ridendo da lontano "Scusaciiii! Fanno brancoooo!", senza nemmeno degnarsi di richiamare le loro bestie che dopo dieci minuti si sono stancati di stare in cerchio attorno a noi, ringhiandoci, e se ne sono andati.
Vabbè, questo per dire che la mia povera bestia si deve accontentare della scarsa libertà di venire sciolto per le vie dei pub la sera, dove fa il diavolo a quattro ed è diventato la mascotte dei giovani ubriaconi. Ormai tutti quelli che non mi conoscono mi salutano usando il nome del mio cane: "Braciola". Figo eh?! ._.
In questi giorni, quindi, non ho fatto altro che vedere film grazie al magico servizio on demand di Alice ADSL, che almeno una cosa giusta la fa: fornirmi tutti i film di cui ho bisogno quando decido di ubriacarmi da sola.
Quest'estate vorrei andarmene in vacanza in un posto di mare, a fare proprio la turista, tipo: 8 giorni dentro un villaggio con spiaggia privata e piscine senza degnarmi minimamente di mettere piede fuori da questo. Già so che non accadrà e mi toccherà andare a Copenaghen con il mio ragazzo che, lo dico sempre, è una specie di zombie onnivoro e quindi odia il sole, il caldo, l'estate, il mare, la sabbia, la gente al mare, il costume, me in costume, i costumi degli altri. Insomma, lui odia praticamente tutto ciò che riguarda l'estate, tranne il gelato. E quindi mi toccherà farmi un'altra vacanza ad Agosto con la pioggia di un altro paese ed i fottuti gradi invernali di un altro paese. L'anno scorso siamo andati a Praga e per 7 giorni siamo stati a 10 gradi. I cechi andavano in giro in infradito ed io con le calzamaglie.
La nota positiva è che quest'estate progetterò il giardino (di due ettari) della nuova casa al mare di mio "suocero", che mi ha assunta in virtù del mio pollice verde! Questa sarà la cosa più divertente dell'estate 2012.
Ho sperato fino all'ultimo che qualcuno venisse a dirmi, con certezza, che a dicembre il mondo finirà. Almeno avrei potuto farmi un anno fottendomene di tutto e sperperando tutto in quello che c'è di bello nella vita e nel mondo.
Invece niente.
Mi toccherà morire di altre cose e tra tanti anni. La sola idea mi annoia.
Poverino, qui sono costretta a portarlo solo in passeggiata, dato che non ci sono aree cani e dato che ai giardinetti vicino casa non sai mai chi ci potrai incontrare. Qui c'è gente che scioglie pure cani assassini come se nulla fosse, infatti una volta siamo stati braccati (letteralmente) da un hamstaff e due cani corso. Gli intelligentissimi padroni di questi cani mi urlavano ridendo da lontano "Scusaciiii! Fanno brancoooo!", senza nemmeno degnarsi di richiamare le loro bestie che dopo dieci minuti si sono stancati di stare in cerchio attorno a noi, ringhiandoci, e se ne sono andati.
Vabbè, questo per dire che la mia povera bestia si deve accontentare della scarsa libertà di venire sciolto per le vie dei pub la sera, dove fa il diavolo a quattro ed è diventato la mascotte dei giovani ubriaconi. Ormai tutti quelli che non mi conoscono mi salutano usando il nome del mio cane: "Braciola". Figo eh?! ._.
In questi giorni, quindi, non ho fatto altro che vedere film grazie al magico servizio on demand di Alice ADSL, che almeno una cosa giusta la fa: fornirmi tutti i film di cui ho bisogno quando decido di ubriacarmi da sola.
Quest'estate vorrei andarmene in vacanza in un posto di mare, a fare proprio la turista, tipo: 8 giorni dentro un villaggio con spiaggia privata e piscine senza degnarmi minimamente di mettere piede fuori da questo. Già so che non accadrà e mi toccherà andare a Copenaghen con il mio ragazzo che, lo dico sempre, è una specie di zombie onnivoro e quindi odia il sole, il caldo, l'estate, il mare, la sabbia, la gente al mare, il costume, me in costume, i costumi degli altri. Insomma, lui odia praticamente tutto ciò che riguarda l'estate, tranne il gelato. E quindi mi toccherà farmi un'altra vacanza ad Agosto con la pioggia di un altro paese ed i fottuti gradi invernali di un altro paese. L'anno scorso siamo andati a Praga e per 7 giorni siamo stati a 10 gradi. I cechi andavano in giro in infradito ed io con le calzamaglie.
La nota positiva è che quest'estate progetterò il giardino (di due ettari) della nuova casa al mare di mio "suocero", che mi ha assunta in virtù del mio pollice verde! Questa sarà la cosa più divertente dell'estate 2012.
Ho sperato fino all'ultimo che qualcuno venisse a dirmi, con certezza, che a dicembre il mondo finirà. Almeno avrei potuto farmi un anno fottendomene di tutto e sperperando tutto in quello che c'è di bello nella vita e nel mondo.
Invece niente.
Mi toccherà morire di altre cose e tra tanti anni. La sola idea mi annoia.
lunedì 28 maggio 2012
The versatile blogger.
Grazie mille Dony che mi hai passato questo premio <3 è stata davvero una cosa carina! Allora dovrei scrivere sette cose di me che ancora non sapete e questa sarà una bella sfida. Inizio da qui, dopo passerò il premio ad altre 15 bloggers.
1) Sono sbadata da morire, dimentico tutto dappertutto e mi dimentico pure dove sono e con chi e mi dimentico cosa sto dicendo MENTRE lo sto dicendo. Ad esempio, capita spesso e volentieri che esca a far fare la passeggiata al cane senza cane: esco di casa, dopo il portone mi rendo conto che mi sono scordata "qualcosa" e torno dentro e lo trovo che mi aspetta dietro la porta con tanto di pettorina e guinzaglio addosso. Questa cosa mi fa vivere senza tempo: non so mai che giorno è nè in che mese si è e a volte mi dimentico anche in che anno siamo.
2) Il mio sogno è aprire un allevamento di cani, prima o poi. Per questo mi sono imbarcata in una grande avventura per riuscire a far ottenere un certificato di tipicità di razza al mio splendido orsetto nero. In modo che se volessi potrei iniziare da lui. Il nostro gran giorno sarà il primo luglio. In caso vada tutto come deve andare quest'inverno prenderò anche la femminuccia.
3) Sono un'inguaribile cazzona. So che da quello che scrivo qui non sembrerebbe proprio, ma io sono una cazzona totale. Viaggio tra l'umorismo sconcio e l'autoironia e stupide canzoncine con soggetto qualche mio amico. Insomma, l'avevo scritto da qualche parte che sono il buffone della classe ed io lo sono davvero, con tutti i requisiti di quell'odioso pagliaccio.
4) Sono vergognosamente socevole e vergognosamente innocente. Molto spesso mi dimentico che il mio modo esagerato di parlare potrebbe trarre in inganno certi arrapati, ma che ci posso fare?! Io parlo così, io muovo le mani così e non ci trovo niente di male a parlare di "certe cose" ad alta voce. Cazzi loro se si fanno ipnotizzare. Questo mio aspetto mi porta a furiose litigate con il mio ragazzo (lo capisco in fondo), che è il contrario di me: silenzioso, riservato, misterioso. Non capisce il perchè io senta il bisogno di parlare con altre persone, soprattutto "in quel modo".
5) Sono schifosamente curiosa. E' un pregio e un difetto, è risaputo. E' un pregio perchè nello studio non mi fermo finchè non scopro cosa c'è sotto a questo o quel concetto. E' un difetto perchè metto naso e zampino dappertutto. Con gli anni, dato che curiosa ci sono nata, ho imparato ad avere molto contegno, ma se c'è qualcosa che mi fa scattare la molla allora niente e nessuno può fermarmi. Questa è una cosa che mi fa schifo di me stessa. Ma per me deve stare tutto alla luce del sole.
6) Sono maniaca dell'Olocausto. Ho letto centinaia di libri sull'argomento tra saggi, testimonianze, relazioni, dati statistici e quant'altro. L'anno scorso, dato che io ho solo sogni ricorrenti, sognavo ogni notte di essere in un lager. Da lì ho allentato un po' la presa con quelle letture, iniziate in quinta elementare con il classico Diario di Anna Frank. Per colpa di o grazie a quello che so ho paura del razzismo e una paura fottuta della guerra. Mi chiedo sempre cosa potrebbe succedere se quelle cose si ripetessero oggi; dove si potrebbe arrivare con i mezzi che abbiamo oggi.
7) Sono una maniaca dell'accumulo in erba. La mia camera è abbastanza piccola ed è piena di cose che non riesco a buttare. Sotto il letto ho delle scatole contenenti ogni singolo bigliettino passato tra i banchi di elementari, medie e superiori. Ho tenuto i test di gravidanza fatti in passato, i vestiti che le persone hanno lasciato qui a casa mia, le carte di ogni preservativo scartato, bottiglie di birra e super alcolici vuoti. Fino a qualche tempo fa avevo anche dei bicchieri sporchi dai quali aveva bevuto questa o quella persona. A questi ultimi sono riuscita a rinunciarci dopo anni che stazionavano su una mensola che sta sopra al mio letto.
Passo il premio a:
- Effe.
- Barbara
- Rena
- Vì∞
- mariana
- Elle.
- Oasi
- JeSS
- Victoria
- Nebbia
Ho escluso le ragazze che ho visto l'avevano già ricevuto. Devo ammettere che sceglierne solo quindici è stata dura, perchè siete tutte le mie preferite. Quindi, ho deciso di scegliere chi parla meno delle altre delle proprie cose (si veda al punto (5) ).
Ora vi lascio, vengo a commentarvi :)
Un bacione a tutte.
Vi adoro come sempre *
domenica 27 maggio 2012
Io odio il sabato sera.
Qui nella mia città c'è un unico posto in cui si esce a meno che non si voglia andare a ballare in posti squallidi pieni di gente poco raccomandabile addirittura ad un deliquente.
E' una via a Y dove ci sono una ventina di pub, uno dietro l'altro. Ovviamente tutta la gioventù bella e brutta si riunisce tutta in questa via dal giovedì alla domenica d'inverno, dal lunedì alla domenica d'estate.
L'atmosfera è figa, devo ammetterlo. Si beve al primo pub, ci si alza, si prende un'altra cosa al secondo pub e te la bevi per strada mentre chiacchieri con mille persone, cammini per prendere da bere di là, incontri questo, parli con quello. Insomma, effettivamente ci si diverte.
Il mio problema non sono il giovedì, il venerdì e la domenica.
IL MIO PROBLEMA E' IL SABATO SERA.
Io alla saturday night fever ci piscio sopra, detta in parole povere.
Dovendo andare in questa famigerata via dei pub, ovviamente ci si ritrova anche con tutti i ragazzini delle scuole in libera uscita. Ed io li detesto.
Sono un branco di fannulloni creati ad immagine e somiglianza del finto alternativo di ste palle, che va tanto di moda ora. E quindi devo vedere gente che si finge OPEN MIND, che si finge VISSUTA, che si finge ARTISTA-DROGATA-FIGLIA DEL MONDO, quando invece gli anni in cui ho avuto i dread non si azzardavano nemmeno a camminarmi vicino, per quanto mi schifavano.
Lo posso dire?
Io odio il ragazzo con ciuffo e la camicia a quadri; odio il ragazzo col gilet di jeans e i pantaloni alla zompa fosso.
Io odio la ragazza con la gonna a vita alta ed il nastrino sulla fronte; odio la ragazza con le stampe floreali e gli accessori a forma di croce.
ODIO LA MODA DI QUESTI ULTIMI ANNI.
Il motivo?
Il motivo è che io mi vesto così da quando sono nata, esclusi gli accessori a forma di croce CHE SCHIFO, e sono sempre stata presa per il culo. Sempre.
"Oddio guarda quella con il giubotto di jeans: dieci anni indietro."
"Oddio guarda quella con quei jeans a vita alta: venti anni indietro."
"Oddio guarda quella come si è fatta la coda: trenta anni indietro."
"Oddio guarda quella che si compra la roba al mercatino americano: quaranta anni indietro."
E adesso, ragazze mie, QUESTA E' LA MODA.
Vaffanculo cazzo.
Questa cosa mi fa uscire di me.
Ogni tanto vorrei fare la stilista, inventare una moda in cui bisogna andare in giro con costumi a forma di cazzo. Sono certa che in questa merda di città durante questi merdosissimi sabato sera, non ne mancherebbe all'appello uno di imbecille vestito da fallo.
Ci posso mettere mani e piedi sul fuoco.
Uscire e ritrovarmi bloccata in mezzo a questa gente mi fa soffocare, mi passa anche la voglia di bere; tutto quello che posso desiderare viene rimpiazzato dalla voglia di sangue. Nel vero senso della parola.
Non so, sarà che io non ho mai ascoltato nessuno in fatto di vestiti;
sarà che compro la roba al mercato perchè so che SE COMPRO UNA MAGLIA SIGNIFICA CHE L'AVRO' SOLO IO;
sarà che l'omologazione mi fa ribrezzo;
sarà che mi sentirei uno schifo ad uscire e vedere il mio riflesso ad ogni angolo della strada.
Ma io la moda non la capisco. Per me la moda è arte. Per molti altri, quasi tutti, la moda è la strada giusta per essere un vincente.
Posso dirlo?
Avere una borsa che hanno altre 8mila persone, fa di te solamente un "vincente" tra settemilanovecentonovantanove "vincenti", ovvero un perdente tra gli altri perdenti.
Non mi interessano i bei vestiti e la bella macchina.
L'ho sempre detto: se mai farò i soldi andrò a spenderli al mercato e prenderò la mia punto verde e la farò mettere completamente a nuovo.
Il resto dei soldi li sputtanerei per una casa come Cristo comanda. Ed uscirei vestita da barbona come ho sempre fatto.
Questa città mi farà diventare matta.
Il sabato sera in questa città mi farà diventare una terrorista.
E' una via a Y dove ci sono una ventina di pub, uno dietro l'altro. Ovviamente tutta la gioventù bella e brutta si riunisce tutta in questa via dal giovedì alla domenica d'inverno, dal lunedì alla domenica d'estate.
L'atmosfera è figa, devo ammetterlo. Si beve al primo pub, ci si alza, si prende un'altra cosa al secondo pub e te la bevi per strada mentre chiacchieri con mille persone, cammini per prendere da bere di là, incontri questo, parli con quello. Insomma, effettivamente ci si diverte.
Il mio problema non sono il giovedì, il venerdì e la domenica.
IL MIO PROBLEMA E' IL SABATO SERA.
Io alla saturday night fever ci piscio sopra, detta in parole povere.
Dovendo andare in questa famigerata via dei pub, ovviamente ci si ritrova anche con tutti i ragazzini delle scuole in libera uscita. Ed io li detesto.
Sono un branco di fannulloni creati ad immagine e somiglianza del finto alternativo di ste palle, che va tanto di moda ora. E quindi devo vedere gente che si finge OPEN MIND, che si finge VISSUTA, che si finge ARTISTA-DROGATA-FIGLIA DEL MONDO, quando invece gli anni in cui ho avuto i dread non si azzardavano nemmeno a camminarmi vicino, per quanto mi schifavano.
Lo posso dire?
Io odio il ragazzo con ciuffo e la camicia a quadri; odio il ragazzo col gilet di jeans e i pantaloni alla zompa fosso.
Io odio la ragazza con la gonna a vita alta ed il nastrino sulla fronte; odio la ragazza con le stampe floreali e gli accessori a forma di croce.
ODIO LA MODA DI QUESTI ULTIMI ANNI.
Il motivo?
Il motivo è che io mi vesto così da quando sono nata, esclusi gli accessori a forma di croce CHE SCHIFO, e sono sempre stata presa per il culo. Sempre.
"Oddio guarda quella con il giubotto di jeans: dieci anni indietro."
"Oddio guarda quella con quei jeans a vita alta: venti anni indietro."
"Oddio guarda quella come si è fatta la coda: trenta anni indietro."
"Oddio guarda quella che si compra la roba al mercatino americano: quaranta anni indietro."
E adesso, ragazze mie, QUESTA E' LA MODA.
Vaffanculo cazzo.
Questa cosa mi fa uscire di me.
Ogni tanto vorrei fare la stilista, inventare una moda in cui bisogna andare in giro con costumi a forma di cazzo. Sono certa che in questa merda di città durante questi merdosissimi sabato sera, non ne mancherebbe all'appello uno di imbecille vestito da fallo.
Ci posso mettere mani e piedi sul fuoco.
Uscire e ritrovarmi bloccata in mezzo a questa gente mi fa soffocare, mi passa anche la voglia di bere; tutto quello che posso desiderare viene rimpiazzato dalla voglia di sangue. Nel vero senso della parola.
Non so, sarà che io non ho mai ascoltato nessuno in fatto di vestiti;
sarà che compro la roba al mercato perchè so che SE COMPRO UNA MAGLIA SIGNIFICA CHE L'AVRO' SOLO IO;
sarà che l'omologazione mi fa ribrezzo;
sarà che mi sentirei uno schifo ad uscire e vedere il mio riflesso ad ogni angolo della strada.
Ma io la moda non la capisco. Per me la moda è arte. Per molti altri, quasi tutti, la moda è la strada giusta per essere un vincente.
Posso dirlo?
Avere una borsa che hanno altre 8mila persone, fa di te solamente un "vincente" tra settemilanovecentonovantanove "vincenti", ovvero un perdente tra gli altri perdenti.
Non mi interessano i bei vestiti e la bella macchina.
L'ho sempre detto: se mai farò i soldi andrò a spenderli al mercato e prenderò la mia punto verde e la farò mettere completamente a nuovo.
Il resto dei soldi li sputtanerei per una casa come Cristo comanda. Ed uscirei vestita da barbona come ho sempre fatto.
Questa città mi farà diventare matta.
Il sabato sera in questa città mi farà diventare una terrorista.
venerdì 25 maggio 2012
Venerdì sera, menefreghismo e le solite cose.
Ultimamente mangio in modo scostante e strano.
Sono stata tutta la settimana a pulire casa senza fermarmi un attimo finendo per digiunare inconsapevolmente due giorni sì e uno no non avendo neanche un secondo per fermarmi. Ho davvero infilato le mani negli angoli più infami di quel tugurio che ci ostiniamo a chiamare casa. Vabbè. A quanto pare sto dimagrendo, ma secondo i miei malatissimi occhi sono sempre più grassa. Una vera goduria =.=
Martedì e mercoledì abbiamo festeggiato il compleanno del mio ragazzo. Ho passato 10 ore per fargli una torta a forma di tastiera, dato che lui fa musica. Ho radunato gente da tutte le parti del Lazio, organizzato regali e speso soldi per l'alcool. Ciò non mi ha impedito di subire due ore di insulti mercoledì notte per il seguente motivo:
Eravamo tutti ubriachi, compreso lui, a parlare di sesso e ragazze in salotto. Alle 5 lui va a lavarsi i denti e noi continuiamo a parlare.
Il risultato è stato che per due ore mi ha urlato "Puttana-Troia-mignotta-zozza-mi fai schifo", alternando gli insulti. L'ho lasciato e l'ho fatto dormire sul pavimento. Che figlio di puttana.
La mattina dopo ha pianto per 3 ore e mezza chiedendomi scusa.
Ed io stupidamente l'ho perdonato.
Perché sono fatta così e con i ragazzi ci spero sempre fino all'ultimo. Costantemente alla ricerca di un amore vero in cui io credo come una bambina che ha appena visto Cenerentola.
Oggi siamo tornati in questa merda di città. Di nuovo.
Ed io finirò per ubriacarmi. Di nuovo.
In più ho litigato con il mio migliore amico che mostra i primi segni di psicosi. Ripone le sue fiducie in una detta settecentesca che a suo dire riesce anche ad uccidere la gente con la forza del pensiero ed in qualunque angolo del mondo; fra gli sconfinati talenti questa setta vanta la possibilità di poter gestire il clima e scatenate i terremoti e le varie catastrofi naturali recentemente abbattutesi sul pianeta.
E lui dice di non avere problemi mentali.
Fatto sta che io mi sono stufata di spiegargli le cose per essere derisa dalla sua faccia da pipistrello.
Nessuno mi dà mai retta. Nemmeno quando parlo di cose che ho fatto ottocento mila volte.
Vorrei dormire per tutta la vita.
O crepare giovane.
Ed il mio ragazzo mi dice:
"Fumi troppo, devi regolarti" non capendo che nel tumore c'è il mio suicidio perfetto.
Sono stata tutta la settimana a pulire casa senza fermarmi un attimo finendo per digiunare inconsapevolmente due giorni sì e uno no non avendo neanche un secondo per fermarmi. Ho davvero infilato le mani negli angoli più infami di quel tugurio che ci ostiniamo a chiamare casa. Vabbè. A quanto pare sto dimagrendo, ma secondo i miei malatissimi occhi sono sempre più grassa. Una vera goduria =.=
Martedì e mercoledì abbiamo festeggiato il compleanno del mio ragazzo. Ho passato 10 ore per fargli una torta a forma di tastiera, dato che lui fa musica. Ho radunato gente da tutte le parti del Lazio, organizzato regali e speso soldi per l'alcool. Ciò non mi ha impedito di subire due ore di insulti mercoledì notte per il seguente motivo:
Eravamo tutti ubriachi, compreso lui, a parlare di sesso e ragazze in salotto. Alle 5 lui va a lavarsi i denti e noi continuiamo a parlare.
Il risultato è stato che per due ore mi ha urlato "Puttana-Troia-mignotta-zozza-mi fai schifo", alternando gli insulti. L'ho lasciato e l'ho fatto dormire sul pavimento. Che figlio di puttana.
La mattina dopo ha pianto per 3 ore e mezza chiedendomi scusa.
Ed io stupidamente l'ho perdonato.
Perché sono fatta così e con i ragazzi ci spero sempre fino all'ultimo. Costantemente alla ricerca di un amore vero in cui io credo come una bambina che ha appena visto Cenerentola.
Oggi siamo tornati in questa merda di città. Di nuovo.
Ed io finirò per ubriacarmi. Di nuovo.
In più ho litigato con il mio migliore amico che mostra i primi segni di psicosi. Ripone le sue fiducie in una detta settecentesca che a suo dire riesce anche ad uccidere la gente con la forza del pensiero ed in qualunque angolo del mondo; fra gli sconfinati talenti questa setta vanta la possibilità di poter gestire il clima e scatenate i terremoti e le varie catastrofi naturali recentemente abbattutesi sul pianeta.
E lui dice di non avere problemi mentali.
Fatto sta che io mi sono stufata di spiegargli le cose per essere derisa dalla sua faccia da pipistrello.
Nessuno mi dà mai retta. Nemmeno quando parlo di cose che ho fatto ottocento mila volte.
Vorrei dormire per tutta la vita.
O crepare giovane.
Ed il mio ragazzo mi dice:
"Fumi troppo, devi regolarti" non capendo che nel tumore c'è il mio suicidio perfetto.
lunedì 21 maggio 2012
Il mio primo miglior amico.
A diciassette anni gli occhi di un vedovo, le mani grandi di chi vuole sognare ancora un po' e s'aggrappa al cuscino ed ad immaginarie corde REM.
A diciassette anni una casa tutta per lui ed ogni angolo riempito di pile di fogli disegnati dalla sua mente che sapeva viaggiare anche oltre il nostro Universo.
La sua fidanzata, molto più piccola di lui, che lui non si filava mai.
E per vedere me mandava a fanculo tutto, mandava a fanculo anche lei e lei soffriva e io gli dicevo sempre "Ma guarda che siete fidanzati, dovrete pur vedervi!".
Ogni volta sentirmi dire "Sti cazzi! Meglio un caffè con la mia Beatrix".
Non sono in grado di scrivere in modo lineare il nostro rapporto. Siamo stati così tanto amici, per così tanto tempo. Poi d'improvviso e nello stesso momento, davanti ad un cappuccino, ci siamo guardati e piaciuti. Io piacevo a lui che era stato per anni a criticarmi perchè ero bella cicciottella. A me piaceva lui, il "bello e impossibile" di sto cazzo, che avevo sempre preso in giro per i suoi modi altezzosi ed i cambi d'umore improvvisi.
Ci siamo girati intorno per anni.
Facendo finta che quello sguardo sopra la schiuma di latte non fosse mai esistito.
Un bacio c'è stato sì. Un bacio passato sotto completo silenzio e messo dentro a quel cassetto speciale dell'oblio, quel cassetto etichettato "proibito".
Poi lui si è trasferito, non troppo lontano, ma lontano abbastanza da non poter più vivere insieme.
Ma io lo andavo a trovare.
Ho dormito un milione di volte da lui, nel suo letto. Fra mille abbracci, strusciandoci.
Entrambi eccitati. Lui lo sentivo benissimo e, beh, io ero nella mia fase ninfomane, quindi mi sentivo anch'io.
E' stato l'unico ragazzo con cui ho dormito, ma che non mi ha mai scopata. Mai.
Questa è la sua cosa più speciale. Lui non ha impulsi sessuali e, quando li ha, li reprime.
Perchè lui per toccarti deve essere sicuro di poterti dare il meglio di sè, di poterti dare l'amore più grande del mondo. E purtroppo, mentre rotolavamo nel suo letto, lui non era nel pieno delle sue facoltà mentali.
Purtroppo, davvero.
Dopo un po' ci siamo allontanati. Lui ha iniziato a costruirsi la sua vita, dopo anni a far nulla. Ed io stavo andando per le mie vie del cazzo, tra mille fidanzati gelosi tutti di lui.
Non senza motivo.
Io l'ho sempre dichiarato senza vergogna che, comunque vadano le cose, io mi sposerò con lui.
E lui ha sempre fatto lo stesso.
Quante ragazze mi hanno aggiunto su facebook, sue fidanzate, solo per potermi tacitamente odiare, sommerse da valanghe di pixel della mia faccia da cazzo. Tante. Tante perchè lui continua a dire loro che sposerà me, di mettersi subito l'anima in pace.
Ad un certo punto abbiamo litigato, non ricordo più perchè. E nello stesso periodo è morta sua madre, una donna d'oro. Ci siamo visti al suo funerale, di sbieco e sotto le lacrime. Perchè lei era stata una mamma anche per me in quegli anni difficili.
Continuammo comunque a non paralrci, fino a che non svanì la rabbia.
Dopo qualche mese ci siamo rivisti.
Quella sera non me la potrò dimenticare mai più in tutta la mia vita.
Abbiamo guardato i soliti stupidi cartoni animati che noi tanto amiamo;
abbiamo parlato di cazzate;
abbiamo preso il solito caffè notturno che alla fine lui non beve mai;
abbiamo riso e ricordato insieme tanti clamorosi personaggi di quando lui viveva ancora nella mia palude.
Poi mi ha preso la mano.
E siamo stati zitti e ci siamo accarezzati.
E siamo stati zitti mentre facevamo "i gatti", strusciando la mia guancia contro la sua e viceversa e poi la fronte e baciandoci gli occhi a vicenda.
Dandoci dei baci infantili messi apposta in quei punti dove perdono ogni tipo d'innocenza.
Non un labbro è stato sfiorato.
Ed era già ora di tornare a casa.
Scavalchiamo il recinto perchè siamo pigri a fare tutta la strada di sotto, lo siamo sempre stati.
Attraversiamo quel vialetto con l'erba perennemente altezza ginocchio.
Davanti alla mia macchina mi prende ancora la mano, iniziamo a salutarci, a stabilire il prossimo incontro.
Lui mi dice che si sta rendendo conto di quanto sono fondamentale.
Io faccio la modesta, rido un po' dicendogli che non è vero, che sta bene anche senza di me.
E lui mi dice "Ma sta zitta, cretina".
Mi abbraccia così forte che mi si staccano i piedi da terra.
E mi ritrovo a baciarlo. A baciare quella bocca Pallmall blu, piena di ferri. Così fottutamente bella e così fottutamente sua.
Cristo, a ripensarci mi esplode il cuore.
Torno a casa.
Ci scriviamo sms che non si toglieranno mai dalle nostre coscenze.
Mi dice che mi ama, mi dice che se ne deve andare.
Gli dico che tanto il destino ci farà tornare insieme.
Gli dico tante cose che sembrano bugie, ma che sono le verità più assolute tra tutte quelle che io abbia mai detto.
"Buona notte sbarbera".
E sbarbera (io) se ne va a dormire.
E lui si trasferisce a Firenze ed intanto io mi fidanzo con il mio G. e lui con una tizia bella, bianca e tatuata.
Ieri ci siamo sentiti.
E siamo finiti, come ogni volta, a dirci che ci manchiamo, che ci dobbiamo vedere.
Ma io ho paura a vederlo, come lui ha paura di vedere me.
Perchè se ci vedremo ci baceremo ancora, come quella sera.
Perchè lui è l'unica persona che potrebbe spingermi a mandare a fanculo qualunque cosa e per lui vale questa stessa equazione.
Lei = non mi serve nient'altro.
Lui = non mi serve nient'altro.
A Giugno, però, combatterò la paura di fare cazzate e lo andrò a trovare.
Alla fine, comunque vadano le cose, è il destino che ci riporta sempre vicini, sempre con quel qualcosa negli occhi. Sempre gatti, sempre bambini.
Il mio primo migliore amico è stato ed è questo: il primo posto nel mio cuore, prima di chiunque altro al mondo.
Perchè ci siamo tirati fuori dall'abisso a vicenda.
Perchè quell'abisso l'abbiamo riempito di bei ricordi e grandi sentimenti.
Il mio primo migliore amico, mio futuro marito.

Questo è un suo autoritratto, fedelissimo direi.
Me lo diede un volta che mi aveva fatto così incazzare che gli avevo vietato di parlare.
Lo fece in un minuto su un tovagliolino da bar, davanti a me, livida di rabbia.
E' una delle cose più preziose che ho.
A diciassette anni una casa tutta per lui ed ogni angolo riempito di pile di fogli disegnati dalla sua mente che sapeva viaggiare anche oltre il nostro Universo.
La sua fidanzata, molto più piccola di lui, che lui non si filava mai.
E per vedere me mandava a fanculo tutto, mandava a fanculo anche lei e lei soffriva e io gli dicevo sempre "Ma guarda che siete fidanzati, dovrete pur vedervi!".
Ogni volta sentirmi dire "Sti cazzi! Meglio un caffè con la mia Beatrix".
Non sono in grado di scrivere in modo lineare il nostro rapporto. Siamo stati così tanto amici, per così tanto tempo. Poi d'improvviso e nello stesso momento, davanti ad un cappuccino, ci siamo guardati e piaciuti. Io piacevo a lui che era stato per anni a criticarmi perchè ero bella cicciottella. A me piaceva lui, il "bello e impossibile" di sto cazzo, che avevo sempre preso in giro per i suoi modi altezzosi ed i cambi d'umore improvvisi.
Ci siamo girati intorno per anni.
Facendo finta che quello sguardo sopra la schiuma di latte non fosse mai esistito.
Un bacio c'è stato sì. Un bacio passato sotto completo silenzio e messo dentro a quel cassetto speciale dell'oblio, quel cassetto etichettato "proibito".
Poi lui si è trasferito, non troppo lontano, ma lontano abbastanza da non poter più vivere insieme.
Ma io lo andavo a trovare.
Ho dormito un milione di volte da lui, nel suo letto. Fra mille abbracci, strusciandoci.
Entrambi eccitati. Lui lo sentivo benissimo e, beh, io ero nella mia fase ninfomane, quindi mi sentivo anch'io.
E' stato l'unico ragazzo con cui ho dormito, ma che non mi ha mai scopata. Mai.
Questa è la sua cosa più speciale. Lui non ha impulsi sessuali e, quando li ha, li reprime.
Perchè lui per toccarti deve essere sicuro di poterti dare il meglio di sè, di poterti dare l'amore più grande del mondo. E purtroppo, mentre rotolavamo nel suo letto, lui non era nel pieno delle sue facoltà mentali.
Purtroppo, davvero.
Dopo un po' ci siamo allontanati. Lui ha iniziato a costruirsi la sua vita, dopo anni a far nulla. Ed io stavo andando per le mie vie del cazzo, tra mille fidanzati gelosi tutti di lui.
Non senza motivo.
Io l'ho sempre dichiarato senza vergogna che, comunque vadano le cose, io mi sposerò con lui.
E lui ha sempre fatto lo stesso.
Quante ragazze mi hanno aggiunto su facebook, sue fidanzate, solo per potermi tacitamente odiare, sommerse da valanghe di pixel della mia faccia da cazzo. Tante. Tante perchè lui continua a dire loro che sposerà me, di mettersi subito l'anima in pace.
Ad un certo punto abbiamo litigato, non ricordo più perchè. E nello stesso periodo è morta sua madre, una donna d'oro. Ci siamo visti al suo funerale, di sbieco e sotto le lacrime. Perchè lei era stata una mamma anche per me in quegli anni difficili.
Continuammo comunque a non paralrci, fino a che non svanì la rabbia.
Dopo qualche mese ci siamo rivisti.
Quella sera non me la potrò dimenticare mai più in tutta la mia vita.
Abbiamo guardato i soliti stupidi cartoni animati che noi tanto amiamo;
abbiamo parlato di cazzate;
abbiamo preso il solito caffè notturno che alla fine lui non beve mai;
abbiamo riso e ricordato insieme tanti clamorosi personaggi di quando lui viveva ancora nella mia palude.
Poi mi ha preso la mano.
E siamo stati zitti e ci siamo accarezzati.
E siamo stati zitti mentre facevamo "i gatti", strusciando la mia guancia contro la sua e viceversa e poi la fronte e baciandoci gli occhi a vicenda.
Dandoci dei baci infantili messi apposta in quei punti dove perdono ogni tipo d'innocenza.
Non un labbro è stato sfiorato.
Ed era già ora di tornare a casa.
Scavalchiamo il recinto perchè siamo pigri a fare tutta la strada di sotto, lo siamo sempre stati.
Attraversiamo quel vialetto con l'erba perennemente altezza ginocchio.
Davanti alla mia macchina mi prende ancora la mano, iniziamo a salutarci, a stabilire il prossimo incontro.
Lui mi dice che si sta rendendo conto di quanto sono fondamentale.
Io faccio la modesta, rido un po' dicendogli che non è vero, che sta bene anche senza di me.
E lui mi dice "Ma sta zitta, cretina".
Mi abbraccia così forte che mi si staccano i piedi da terra.
E mi ritrovo a baciarlo. A baciare quella bocca Pallmall blu, piena di ferri. Così fottutamente bella e così fottutamente sua.
Cristo, a ripensarci mi esplode il cuore.
Torno a casa.
Ci scriviamo sms che non si toglieranno mai dalle nostre coscenze.
Mi dice che mi ama, mi dice che se ne deve andare.
Gli dico che tanto il destino ci farà tornare insieme.
Gli dico tante cose che sembrano bugie, ma che sono le verità più assolute tra tutte quelle che io abbia mai detto.
"Buona notte sbarbera".
E sbarbera (io) se ne va a dormire.
E lui si trasferisce a Firenze ed intanto io mi fidanzo con il mio G. e lui con una tizia bella, bianca e tatuata.
Ieri ci siamo sentiti.
E siamo finiti, come ogni volta, a dirci che ci manchiamo, che ci dobbiamo vedere.
Ma io ho paura a vederlo, come lui ha paura di vedere me.
Perchè se ci vedremo ci baceremo ancora, come quella sera.
Perchè lui è l'unica persona che potrebbe spingermi a mandare a fanculo qualunque cosa e per lui vale questa stessa equazione.
Lei = non mi serve nient'altro.
Lui = non mi serve nient'altro.
A Giugno, però, combatterò la paura di fare cazzate e lo andrò a trovare.
Alla fine, comunque vadano le cose, è il destino che ci riporta sempre vicini, sempre con quel qualcosa negli occhi. Sempre gatti, sempre bambini.
Il mio primo migliore amico è stato ed è questo: il primo posto nel mio cuore, prima di chiunque altro al mondo.
Perchè ci siamo tirati fuori dall'abisso a vicenda.
Perchè quell'abisso l'abbiamo riempito di bei ricordi e grandi sentimenti.
Il mio primo migliore amico, mio futuro marito.
Questo è un suo autoritratto, fedelissimo direi.
Me lo diede un volta che mi aveva fatto così incazzare che gli avevo vietato di parlare.
Lo fece in un minuto su un tovagliolino da bar, davanti a me, livida di rabbia.
E' una delle cose più preziose che ho.
lunedì 14 maggio 2012
Il faro.
Il faro sulla strada dei pub si accende solo ora. Chissà cosa speravano di trovare: mani impegnate in rollii illegali, sangue sparso su catene da bicicletta, quella botta ancora acchittata sul pianalino dello specchio al bagno. Qui, proprio qui.
Il mio cane mi guarda. È stanco anche lui di tutto questo schifo. Del mio ragazzo che non pensa mai a me, dei miei amici che non mi degnano di uno sguardo. Di rabbie assassine che mi uccidono il cuore e mi fanno venire voglia di saltare giù da un buon decimo piano. Potrei andarmene ora e sparirei nel nulla. Ma perché, perché nessuna di queste insulse persone si accorge che mi stanno uccidendo. Con i loro discorsi stupidi, le loro location borghesi, i loro modi di fare bigotti.
Il faro sulla strada dei pub si accende solo ora. Il mio angolino da disadattata, accaparrato senza fatica, risplende della luce spettrale e gialla e chissà cosa volevano trovare grazie a lei: cocktail illegalmente versati in vetro, cane sciolto che non può vivere come dovrebbe, un uccellino morto sull'altro lato della strada, la mia sensibilità adagiata su squallide piastrelle e calpestata ancora. Ancora, proprio da questi volti e cervelli e anime che mi dovrebbero conoscere.
La mia inutilità nella loro vita mi spiazza.
Il marmo dei portici accoglie di nuovo le mie lacrime. È strano come io non faccia altro che ripetermi.
Vorrei trovare qualcuno a cui poter dire cosa mi ferisce solo una volta, una persona a cui non serve sentirselo dire un milione di volte.
Mi alzo in piedi.
"Vado a far bere il cane".
Me ne vado sapendo che crollerò dietro al primo angolo.
Me ne vado sapendo di essere ridicola.
Ancora fottutamente ridicola.
Ancora fottutamente sola nella città che dorme.
Solo il mio cane mi segue, dimostrando il detto "chi mi ama mi segua".
Il mio cane mi guarda. È stanco anche lui di tutto questo schifo. Del mio ragazzo che non pensa mai a me, dei miei amici che non mi degnano di uno sguardo. Di rabbie assassine che mi uccidono il cuore e mi fanno venire voglia di saltare giù da un buon decimo piano. Potrei andarmene ora e sparirei nel nulla. Ma perché, perché nessuna di queste insulse persone si accorge che mi stanno uccidendo. Con i loro discorsi stupidi, le loro location borghesi, i loro modi di fare bigotti.
Il faro sulla strada dei pub si accende solo ora. Il mio angolino da disadattata, accaparrato senza fatica, risplende della luce spettrale e gialla e chissà cosa volevano trovare grazie a lei: cocktail illegalmente versati in vetro, cane sciolto che non può vivere come dovrebbe, un uccellino morto sull'altro lato della strada, la mia sensibilità adagiata su squallide piastrelle e calpestata ancora. Ancora, proprio da questi volti e cervelli e anime che mi dovrebbero conoscere.
La mia inutilità nella loro vita mi spiazza.
Il marmo dei portici accoglie di nuovo le mie lacrime. È strano come io non faccia altro che ripetermi.
Vorrei trovare qualcuno a cui poter dire cosa mi ferisce solo una volta, una persona a cui non serve sentirselo dire un milione di volte.
Mi alzo in piedi.
"Vado a far bere il cane".
Me ne vado sapendo che crollerò dietro al primo angolo.
Me ne vado sapendo di essere ridicola.
Ancora fottutamente ridicola.
Ancora fottutamente sola nella città che dorme.
Solo il mio cane mi segue, dimostrando il detto "chi mi ama mi segua".
venerdì 11 maggio 2012
Devo tornare a casa.
Mia madre mi dice che le manco, ultimamente mi manda sms dolci come caramelle Mou. Le voglio bene, la odio, sempre la solita storia. E quindi oggi è ora di tornare a casa per darle un abbraccione e poi prenderla per il culo.
Ogni volta che torno nella mia città prego Dio che sia l'ultima volta che mi tocca metterci di nuovo piede. Prego Dio di non avere un'altra domenica mattina post-alcolica/post-atomica seduta a quel cazzo di bar e dover vedere quelle facce ipocrite, gente vestita bene di ritorno dalla chiesa che beve caffè sfoggiando sorrisi sopra la cravatta blu o sopra una scollatura appena incisa tra la pelle rosa e l'abitino bianco. Persone che mi guardano, io impudentemente sola, in una città in cui la solitudine non è mai contemplata; io, ubriaca ancora, esattamente come loro, ma senza la decenza di nasconderlo; io che parlo della mia ultima scopata con G. con il mio migliore amico, che non mi premuro di abbassare la voce. E loro, loro ipocriti, che ci guardano schifati e che intanto parlano di cazzi in culo e sborra in gola, piano piano, a bassa voce. Perché?
Perché l'amata sensazione del vomito altrui, che ti sfiora le dita dei piedi attraverso décolleté aperti, mentre godi di un fiato alcolico sconosciuto dietro le orecchie ed vai in orgasmo nel sentire le sue anche ossute di tossico dipendente sbatterti sulle chiappe sudate dalla disco-dance, è una sensazione che va raccontata con vergogna, con pudore maniacale. Non importa quanto spudoratamente puttana tu sia nè quanto palesemente tu ti sia lasciata andare all'abuso, e non importa nemmeno quanto ti sia piaciuta quella sveltina così cruentemente squallida. Importa solo che tutto sia velatamente nascosto. Mille persone, mentre racconti la storia all'orecchio della tua amichetta, già hanno sentito che ti sei inginocchiata per succhiare il cazzo di vodka dello sconosciuto. Eppure bisogna dirlo piano.
Così io risulto la nota stonata in questa bella sonata, aria post-moderna Che sa solo di marcio nel fondo di un cassonetto: verde come i prati fuori, maledettamente sporco e infetto una volta aperto.
Io che urlo la parola "scopare" al bar sotto casa la domenica mattina.
Io che quando mi guardano brutto mi sento stranamente fiera di me stessa.
Io che ogni volta che devo tornare nella mia città prego Dio perché sia l'ultima volta.
Cazzo.
Ogni volta che torno nella mia città prego Dio che sia l'ultima volta che mi tocca metterci di nuovo piede. Prego Dio di non avere un'altra domenica mattina post-alcolica/post-atomica seduta a quel cazzo di bar e dover vedere quelle facce ipocrite, gente vestita bene di ritorno dalla chiesa che beve caffè sfoggiando sorrisi sopra la cravatta blu o sopra una scollatura appena incisa tra la pelle rosa e l'abitino bianco. Persone che mi guardano, io impudentemente sola, in una città in cui la solitudine non è mai contemplata; io, ubriaca ancora, esattamente come loro, ma senza la decenza di nasconderlo; io che parlo della mia ultima scopata con G. con il mio migliore amico, che non mi premuro di abbassare la voce. E loro, loro ipocriti, che ci guardano schifati e che intanto parlano di cazzi in culo e sborra in gola, piano piano, a bassa voce. Perché?
Perché l'amata sensazione del vomito altrui, che ti sfiora le dita dei piedi attraverso décolleté aperti, mentre godi di un fiato alcolico sconosciuto dietro le orecchie ed vai in orgasmo nel sentire le sue anche ossute di tossico dipendente sbatterti sulle chiappe sudate dalla disco-dance, è una sensazione che va raccontata con vergogna, con pudore maniacale. Non importa quanto spudoratamente puttana tu sia nè quanto palesemente tu ti sia lasciata andare all'abuso, e non importa nemmeno quanto ti sia piaciuta quella sveltina così cruentemente squallida. Importa solo che tutto sia velatamente nascosto. Mille persone, mentre racconti la storia all'orecchio della tua amichetta, già hanno sentito che ti sei inginocchiata per succhiare il cazzo di vodka dello sconosciuto. Eppure bisogna dirlo piano.
Così io risulto la nota stonata in questa bella sonata, aria post-moderna Che sa solo di marcio nel fondo di un cassonetto: verde come i prati fuori, maledettamente sporco e infetto una volta aperto.
Io che urlo la parola "scopare" al bar sotto casa la domenica mattina.
Io che quando mi guardano brutto mi sento stranamente fiera di me stessa.
Io che ogni volta che devo tornare nella mia città prego Dio perché sia l'ultima volta.
Cazzo.
giovedì 10 maggio 2012
Veterinaria.
Nell'ultimo post si parlava di libertà, di avere il dovere di essere se stessi, della possibilità di volare riuscendo a non nascondersi più.
Dicevo di voler rientrare nei miei panni, di non fingermi più qualcun altro.
Ho tenuto fede alle mie parole.
Per una volta nella vita non mi sono tradita, non mi sono ingannata e non ho detto bugie a nessuno.
Seduta davanti ad una coppa di fragole alzo lo sguardo su mia madre: "Mamma, io voglio fare veterinaria, mi dispiace."
E lei, che è tutta la vita che cerca di convincermi a non voler fare la veterinaria, nonostante sia il suo lavoro, mi sorride.
Mi dice che va bene, mi consiglia dove andare, chiama un suo amico che insegna alla facoltà di Perugia per chiedergli su che libro mi conviene studiare per superare il test d'ingresso.
Venerdì mi farà trovare i libri a casa, pronti a realizzare i miei sogni.
Sono felicissima ovviamente. Sto morendo dall'impazienza di iniziare questo nuovo percorso che così tanto ho sognato. Fanculo l'ingegneria!
La cosa preoccupante è il fatto che mia madre sia così poco stronza ultimamente. Cioè, non ha tentato di dire nemmeno mezza parola per opporsi alla mia decisione. Non mi ha detto che dovevo pensarci prima e non ha fatto la solita faccia amareggiata di quando la contrario, quella faccia che spezza il cuore.
Magari ha capito che è ora di lasciarmi vivere seguendo le mie scelte.
Oppure qualcuno entra in casa sua di notte e la droga.
A mio padre ancora non l'ho detto, ma lui impazzirà di gioia. Già lo so.
Ah, probabilmente quest'estate lavorerò al bio parco qui a Roma.
Che bomba!!
Dicevo di voler rientrare nei miei panni, di non fingermi più qualcun altro.
Ho tenuto fede alle mie parole.
Per una volta nella vita non mi sono tradita, non mi sono ingannata e non ho detto bugie a nessuno.
Seduta davanti ad una coppa di fragole alzo lo sguardo su mia madre: "Mamma, io voglio fare veterinaria, mi dispiace."
E lei, che è tutta la vita che cerca di convincermi a non voler fare la veterinaria, nonostante sia il suo lavoro, mi sorride.
Mi dice che va bene, mi consiglia dove andare, chiama un suo amico che insegna alla facoltà di Perugia per chiedergli su che libro mi conviene studiare per superare il test d'ingresso.
Venerdì mi farà trovare i libri a casa, pronti a realizzare i miei sogni.
Sono felicissima ovviamente. Sto morendo dall'impazienza di iniziare questo nuovo percorso che così tanto ho sognato. Fanculo l'ingegneria!
La cosa preoccupante è il fatto che mia madre sia così poco stronza ultimamente. Cioè, non ha tentato di dire nemmeno mezza parola per opporsi alla mia decisione. Non mi ha detto che dovevo pensarci prima e non ha fatto la solita faccia amareggiata di quando la contrario, quella faccia che spezza il cuore.
Magari ha capito che è ora di lasciarmi vivere seguendo le mie scelte.
Oppure qualcuno entra in casa sua di notte e la droga.
A mio padre ancora non l'ho detto, ma lui impazzirà di gioia. Già lo so.
Ah, probabilmente quest'estate lavorerò al bio parco qui a Roma.
Che bomba!!
lunedì 7 maggio 2012
La battaglia dei 100 giorni: QUARTA SETTIMANA!
Ciao a tutte ragazze, posto misure e peso di quante me le hanno mandate, poi aggiungerò le altre che mi scriveranno dopo.
Psichedelica
Peso: 79,7
Circonferenza braccio: 34
Circonferenza vita: 82
Circonferenza seno: 107
Circonferenza fianchi: 109
Circonferenza coscia: 61
Sophie
Peso: 51
Circonferenza braccio: 27
Circonferenza vita: 65
Circonferenza seno: 85
Circonferenza fianchi: 87
Circonferenza coscia: 45
itsjustmylifediary
Peso: 52.3
BMI: 18.1
Circonferenza braccio: 21
Circonferenza seno: 79
Circonferenza vita: 62.5
Circonferenza fianchi: 82
Circonferenza coscia: 44
AliDiFarfalla
Peso: 57,5
BMI: 19,9
Circonferenza braccio: 22,5
Circonferenza seno: 89
Circonferenza vita: 69
Circonferenza coscia: 47
Josephine Millard
Peso: 77 kg
BMI: 30.1
Circonferenza braccio: 30
Circonferenza seno: 91
Circonferenza vita: 81
Circonferenza fianchi: 110
Circonferenza coscia: 61
Niente Scuola Lunedì
Peso: 55,9
Circonferenza braccio: 26
Circonferenza seno: 89,5
Circonferenza vita: 75
Circonferenza fianchi: 96
Circonferenza coscia: 51
AllaRicercaDellaFelicità
Peso: 71.0
waiting for Rest.
Peso: 60,1
Anja
Circonferenza braccio: 21
Circonferenza vita: 62
Circonferenza seno: 76
Circonferenza fianchi: 91,5
Circonferenza coscia: 50,5
NicoleL
Peso: 53,5
Per vedere i vostri progressi:
Post del primo lunedì.
Post del secondo lunedì.
Post del terzo lunedì.
Psichedelica
Peso: 79,7
Circonferenza braccio: 34
Circonferenza vita: 82
Circonferenza seno: 107
Circonferenza fianchi: 109
Circonferenza coscia: 61
Sophie
Peso: 51
Circonferenza braccio: 27
Circonferenza vita: 65
Circonferenza seno: 85
Circonferenza fianchi: 87
Circonferenza coscia: 45
itsjustmylifediary
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Circonferenza seno: 79
Circonferenza vita: 62.5
Circonferenza fianchi: 82
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AliDiFarfalla
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BMI: 19,9
Circonferenza braccio: 22,5
Circonferenza seno: 89
Circonferenza vita: 69
Circonferenza coscia: 47
Josephine Millard
Peso: 77 kg
BMI: 30.1
Circonferenza braccio: 30
Circonferenza seno: 91
Circonferenza vita: 81
Circonferenza fianchi: 110
Circonferenza coscia: 61
Niente Scuola Lunedì
Peso: 55,9
Circonferenza braccio: 26
Circonferenza seno: 89,5
Circonferenza vita: 75
Circonferenza fianchi: 96
Circonferenza coscia: 51
AllaRicercaDellaFelicità
Peso: 71.0
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Peso: 60,1
Anja
Circonferenza braccio: 21
Circonferenza vita: 62
Circonferenza seno: 76
Circonferenza fianchi: 91,5
Circonferenza coscia: 50,5
NicoleL
Peso: 53,5
Per vedere i vostri progressi:
Post del primo lunedì.
Post del secondo lunedì.
Post del terzo lunedì.
domenica 6 maggio 2012
La battaglia dei 100 giorni. Tocca a me!
Ciao ragazze!
È il mio turno per la lista di pesi/misure del lunedì! Potete scrivere tutto sotto questo post (ho copiato qui sotto gli schemi "standard" da compilare).
Domani nel pomeriggio creo, poi, il post ufficiale.
SCHEMA 1
Nome
peso e/o BMI
circonferenza braccio (presa a metà della distanza tra gomito e spalla)
circonferenza seno (presa nel punto più largo)
circonferenza vita (presa nel punto più stretto, un dito sopra l'ombelico)
circonferenza fianchi (presa nel punto più largo, a metà delle anche)
circonferenza coscia (presa a metà della distanza tra ginocchio e inguine)
SCHEMA 2
Nome
Peso e/o BMI
SCHEMA 3
Nome
Peso perso e/o Punti di BMI persi
SCHEMA 4
Nome
Peso perso e/o Punti di BMI persi
cm circonferenza braccio persi (presa a metà della distanza tra gomito e spalla)
cm circonferenza seno persi (presa nel punto più largo)
cm circonferenza vita persi (presa nel punto più stretto, un dito sopra l'ombelico)
cm circonferenza fianchi persi (presa nel punto più largo, a metà delle anche)
cm circonferenza coscia persi (presa a metà della distanza tra ginocchio e inguine)
Un bacione a tutte!!
<3
È il mio turno per la lista di pesi/misure del lunedì! Potete scrivere tutto sotto questo post (ho copiato qui sotto gli schemi "standard" da compilare).
Domani nel pomeriggio creo, poi, il post ufficiale.
SCHEMA 1
Nome
peso e/o BMI
circonferenza braccio (presa a metà della distanza tra gomito e spalla)
circonferenza seno (presa nel punto più largo)
circonferenza vita (presa nel punto più stretto, un dito sopra l'ombelico)
circonferenza fianchi (presa nel punto più largo, a metà delle anche)
circonferenza coscia (presa a metà della distanza tra ginocchio e inguine)
SCHEMA 2
Nome
Peso e/o BMI
SCHEMA 3
Nome
Peso perso e/o Punti di BMI persi
SCHEMA 4
Nome
Peso perso e/o Punti di BMI persi
cm circonferenza braccio persi (presa a metà della distanza tra gomito e spalla)
cm circonferenza seno persi (presa nel punto più largo)
cm circonferenza vita persi (presa nel punto più stretto, un dito sopra l'ombelico)
cm circonferenza fianchi persi (presa nel punto più largo, a metà delle anche)
cm circonferenza coscia persi (presa a metà della distanza tra ginocchio e inguine)
Un bacione a tutte!!
<3
venerdì 4 maggio 2012
Il volo.
Ieri Otto è finalmente volato via verso la sua vita libera di balena dei cieli. Ovviamente, lo scopo di questi cinque giorni a dargli vermi grossi come le mie dita e grilli-talpa era proprio questo: ridargli le forze per volare. Ma devo ammettere che mi manca quel piumino così piccolo che mi guardava di sbieco da dentro lo scatolone.
Siamo andati in un bel prato, io e lui da soli come quando l'avevo trovato, l'ho preso e ho allungato la mano verso il cielo. Si è girato frullando le ali, come a chiedermi se davvero era libero, se non l'avrei rimesso dentro la scatola dopo qualche secondo.
Dopo di che si è girato ed è partito, nei suoi 41 gr di bellezza, facendo prima qualche metro volando raso terra.
Io ero già pronta a vederlo planare al suolo e bestemmiare tutti gli dei mai esistiti. E invece no, ha fatto un'impennata magistrale alzandosi di tantissimo e diventando una virgola nel cielo blu, alto sulla mia testa.
Ha volato in circolo per tre minuti sopra di me e mi ha seguita per un pezzettino mentre tornavo a casa.
Stava solo rifocillandosi, lo so, ma mi piace pensare che volesse dimostrarmi che lo avevo aiutato davvero.
Appena uscita dal parco l'ho visto girarsi, in direzione sud-ovest, ovvero in direzione della mia città. E così spero, in fondo in fondo, che stia andando lì a fare la mamma od il papà di quegli sgorbietti che considererò per sempre miei nipotini.
Non pensavo che il volo di un singolo uccellino potesse emozionarmi tanto, alla fine di rondoni quanti se ne vedono volare. Invece, posso dire che, quando si è staccato dalla mia mano e l'ho visto andarsene via, mi si è mosso qualcosa dentro.
Ho capito l'importanza, profondamente, della libertà e del dovere di ognuno di essere quel che è, niente più niente meno.
Un pesce ha il dovere di nuotare, un uccello quello di volare ed una mucca quello di brucare.
Io non voglio più fingere di essere chi non sono.
È ora di rientrare nei miei panni, così potrò volare anche io.
Vi bacio.
**
Siamo andati in un bel prato, io e lui da soli come quando l'avevo trovato, l'ho preso e ho allungato la mano verso il cielo. Si è girato frullando le ali, come a chiedermi se davvero era libero, se non l'avrei rimesso dentro la scatola dopo qualche secondo.
Dopo di che si è girato ed è partito, nei suoi 41 gr di bellezza, facendo prima qualche metro volando raso terra.
Io ero già pronta a vederlo planare al suolo e bestemmiare tutti gli dei mai esistiti. E invece no, ha fatto un'impennata magistrale alzandosi di tantissimo e diventando una virgola nel cielo blu, alto sulla mia testa.
Ha volato in circolo per tre minuti sopra di me e mi ha seguita per un pezzettino mentre tornavo a casa.
Stava solo rifocillandosi, lo so, ma mi piace pensare che volesse dimostrarmi che lo avevo aiutato davvero.
Appena uscita dal parco l'ho visto girarsi, in direzione sud-ovest, ovvero in direzione della mia città. E così spero, in fondo in fondo, che stia andando lì a fare la mamma od il papà di quegli sgorbietti che considererò per sempre miei nipotini.
Non pensavo che il volo di un singolo uccellino potesse emozionarmi tanto, alla fine di rondoni quanti se ne vedono volare. Invece, posso dire che, quando si è staccato dalla mia mano e l'ho visto andarsene via, mi si è mosso qualcosa dentro.
Ho capito l'importanza, profondamente, della libertà e del dovere di ognuno di essere quel che è, niente più niente meno.
Un pesce ha il dovere di nuotare, un uccello quello di volare ed una mucca quello di brucare.
Io non voglio più fingere di essere chi non sono.
È ora di rientrare nei miei panni, così potrò volare anche io.
Vi bacio.
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