venerdì 10 maggio 2013
Niente scuola venerdì.
Rinchiudimi ancora nelle tue mani di ferro. In queste mattinate mi piacerebbe svegliarmi e vederti accanto a me, darti un bacio sulle labbra belle e sussurrarti negli occhi parole che non vorrei mai avere il desiderio di dirti. Ti odio, ti odio già. T'odio quando mi guardi negli occhi accennando un sorriso che non mi sono meritata mai. Quanto mi fai star bene; quanto sono felice che tu abbia trovato il coraggio di conoscermi.
venerdì 3 maggio 2013
Contenuti.
Ed oggi scappo al mare, a riabbracciare un amico che tanto mi somiglia. A guardare ancora, a cercar conforto, in quelle onde che come me s'ostinano a tornare. E tornare dopo essere scomparse ancora. E nel viaggio verso il blu vedon così tante cose che solo uno stolto potrebbe non pensarle ricche e tristi.
Principesse incastonate, legate, incastrate da una sabbia che vuol solo trattenerle.
Eccomi di nuovo qui, con la mia storia in loop, con tutti i miei cimeli che non vuole mai spolverare nessuno.
Voi tutti, la mia sabbia che m'obbliga a restare, che m'obbliga ogni volta a tornare. E tornare dopo essere scomparsa ancora.
Io, abbracciata alle mie gambe, che voglio ancora guardare i flutti lenti sognando un temporale.
Ogni giorno l'onde ed io sognamo d'essere marinai, agognamo un ruolo attivo dentro al mare. Brama di disegnare una nostra rotta autonoma.
Ogni giorno l'onde ed io vorremmo abbattere tutte le recinzioni che ci bloccano in un angolo di questo sconfinato, impietoso mare.
Ma ecco siamo uguali l'una all'altre, son io che sputo schiuma che lor spingono sulle rive a baciare i piedi d'innamorati che noi non saremo mai.
E tutti i nostri segreti li chiudiamo in suoni che capiamo solo noi. E tu guarda il mare e dimmi che quel frusciare non ti racconta dei segreti. Perdi tempo a decifrare le nostre parole, chè l'onde potrebbero spiegarti tutti i tuoi abissi ed io tutti quelli del cuor.
Potrei farti assaporare fatiche che non hai mai avuto in incubo; potrei farti scoprire come si fa ad amar l'amore in modo così precisamente disperato.
Io che organizzo le mie storie con ordine maniacale.
Io ancora serial killer dei sentimenti, chè poi son l'onde nei miei occhi a diventar trofei.
E allora grazie, tutte voi sabbie, per tutti i graffi che m'avete provocato. Grazie per questo mio cervello che va senz'armonia allo sbaraglio.
Grazie, chè di vita ne ho avuto troppa e tutta sbagliata.
Oggi l'onde ed io scappiamo: il mare sarà lago, morte di sirene.
Andiam da sole a cercar la notte, senz'esser spinte più. Senza amare più. Chè il nostro amore è infinito come il mare e più impietoso d'esso. Il nostro amore così forte da saper scappare.
E chissà un giorno chi ci vedrà tornare dopo essere scomparse ancora.
Principesse incastonate, legate, incastrate da una sabbia che vuol solo trattenerle.
Eccomi di nuovo qui, con la mia storia in loop, con tutti i miei cimeli che non vuole mai spolverare nessuno.
Voi tutti, la mia sabbia che m'obbliga a restare, che m'obbliga ogni volta a tornare. E tornare dopo essere scomparsa ancora.
Io, abbracciata alle mie gambe, che voglio ancora guardare i flutti lenti sognando un temporale.
Ogni giorno l'onde ed io sognamo d'essere marinai, agognamo un ruolo attivo dentro al mare. Brama di disegnare una nostra rotta autonoma.
Ogni giorno l'onde ed io vorremmo abbattere tutte le recinzioni che ci bloccano in un angolo di questo sconfinato, impietoso mare.
Ma ecco siamo uguali l'una all'altre, son io che sputo schiuma che lor spingono sulle rive a baciare i piedi d'innamorati che noi non saremo mai.
E tutti i nostri segreti li chiudiamo in suoni che capiamo solo noi. E tu guarda il mare e dimmi che quel frusciare non ti racconta dei segreti. Perdi tempo a decifrare le nostre parole, chè l'onde potrebbero spiegarti tutti i tuoi abissi ed io tutti quelli del cuor.
Potrei farti assaporare fatiche che non hai mai avuto in incubo; potrei farti scoprire come si fa ad amar l'amore in modo così precisamente disperato.
Io che organizzo le mie storie con ordine maniacale.
Io ancora serial killer dei sentimenti, chè poi son l'onde nei miei occhi a diventar trofei.
E allora grazie, tutte voi sabbie, per tutti i graffi che m'avete provocato. Grazie per questo mio cervello che va senz'armonia allo sbaraglio.
Grazie, chè di vita ne ho avuto troppa e tutta sbagliata.
Oggi l'onde ed io scappiamo: il mare sarà lago, morte di sirene.
Andiam da sole a cercar la notte, senz'esser spinte più. Senza amare più. Chè il nostro amore è infinito come il mare e più impietoso d'esso. Il nostro amore così forte da saper scappare.
E chissà un giorno chi ci vedrà tornare dopo essere scomparse ancora.
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