mercoledì 4 marzo 2015

2014

Bei tempi... Te li ricordi? Cazzo se faceva caldo, estate inoltrata, la prima estate libere, sempre coi capelli bagnati, e stavamo sempre nude e quando pioveva lasciavamo che la pioggia lavasse i nostri panni per la seconda volta. C'erano animali strani che giravano per casa e accudivamo anche quelli degli altri e i nostri erano felici. Andavamo in bicicletta ed io cantavo "Loveboat" di Bugo, e tu dietro sulla tua Graziella ridevi e un po' ti imbarazzavi, lo so perché anche io mi imbarazzavo un po' di me stessa. Ma alla fine "sticazzi", ero felice: sentivo sotto i piedi pizzicarmi la cima del mondo, quello sperone di roccia appuntita dal quale ci tuffavamo gridando di paura, non eravamo innocenti per niente. Che bei tempi, davvero. In casa c'erano sempre persone, perché noi eravamo coraggiose e sfidavamo il mondo e volevamo girarlo tutto: quanti volti escono dal vapore di quella estate, tantissimi nomi, tantissime storie.
Cosa si può scrivere di quest'ultimo anno senza di te.
Chissà dove ti ho perduta? In quale preciso istante ho capito che non ci saremmo più scambiate i vestiti, non ci saremmo pettinate più a vicenda. Niente in comune, ci conoscevamo una volta: lo dico alle persone che ancora mi chiedono di te. I nostri nomi sempre in coppia, anche se non è più così. A volte vorrei tornare indietro e, col senno di poi, cambiare tutte le serate in cui non siamo uscite, in cui non c'è stata avventura emozioni grida birra. Il mio rhum, che sapeva alla lontana di cioccolato fondente e aveva il tappo di sughero che strideva, che bello, quando lo svitavi via dalla bottiglia, perché non ne avevamo di forza per tirarlo come le persone normali fanno. Pigre, fino a sera, e col fresco si ballava e abbiamo rincorso tutti i tipi di musicisti pur di cantargli dietro anche se con alcuni mi arrabbiavo parecchio, alla fine dentro canticchiavo anche io. Perché se lo facevi tu era figo.
Ti ricordi quei due che ci hanno fatto quella specie di serenata jazz, solo voce e basso?
Cosa si può scrivere di questo ultimo anno senza di te.
Ti ho vista crescere, diventare forte e tirare fuori la faccia tosta di dire a chiunque "io sono così". Mi piace pensare che ci sia anche il mio zampino in questa trasformazione, anche se a te non fa piacere questo mio pensiero e una volta abbiamo litigato e quella volta peró non ho pianto. Ci sono solo rimasta male, tranquilla. Poi ho capito, che non avevi mai avuto bisogno di me, ero solo io ad averne di te. È la verità.
Ti vedo adesso come ridi, ridi più spesso. E magari ci sono meno drammi, meno casini, meno incontri. E ci sono anche io di meno. Ma ridi più spesso. Allora tutte quelle cose sono state divertenti e ne parleremo quando ci ricorderemo degli anni dell'università, quando non ci saremmo più viste per anni. Non ora. Ora la nostalgia non è concessa, anche se è evidente che ne soffriamo tutte e due. Forse ne soffro solo io. Va a capire.
Bei tempi, te li ricordi?!
E quindi, cosa scrivere di questo ultimo anno senza di te?
Ho vissuto, sono cresciuta anche io, ho trovato le mie ancore. E qua sono arrivata.
Però se ci arrivavo insieme a te, come in un'eterna estate 2013, era meglio.