martedì 19 maggio 2015

Esattamente come due bambini, noi siamo adulti.

Caro Matteo,
iniziavano così le letterine d'amore che tu dici di non aver mai ricevuto. Allora stasera voglio scrivertela io, una lettera d'amore, e voglio scriverla come scrivevo alle elementari: un linguaggio semplice e sbrigativo, tutto scopo e niente preliminari.
Mi piaci, Matteo. La prima volta che ti ho guardato negli occhi non mi sono neanche ricordata di ricordarmi di che colore erano. Mi hai chiesto se avevo il cane giusto per te, io ho risposto. Così, in mezzo alla strada, come due macchine arenate in una piazzola di sosta: non riuscivamo più ad andarcene via. Non mi è mai servito sapere il colore dei tuoi occhi, su cui naturalmente sono passata oltre, piuttosto mi è stato utile sapere come ti chiamavi. Non mi sei sfuggito via da questa memoria a brandelli che ho, ti ci sei impresso dentro a fuoco: un marchio di fabbrica tutto nuovo, che se fosse un tatuaggio sarebbe tutto nero e sfumature, con le linee spesse, che sta sempre là a ricordarti che ti sei fatto male. Non ho saputo evitarti, tra una parola e l'altra sempre tu a bucarmi i pensieri, gli impegni, le mie giornate. Eri sempre là, tra un salto e l'altro.
Non sono mai stata capace di non pensarti, anche solo per un momento: per trovare un attimo tutto per me. Portavo i cani e, plin, mi sta scrivendo. Ero a casa a lavare i piatti e, plin, di nuovo lui.
Sento come di essermi accanita su di te, ma in un modo dolce: tipo che volevo sapere come mai un ragazzo con la barba mi scrivesse e volesse sapere come sono, ero e sarò.
Quindi, eccomi qua a scriverti sta lettera, senza nemmeno sapere cosa dire, perchè chi sei tu vive in un sospiro, in una carezza, in una strizzata di naso. Sei semplicemente altro.
Sei tutt'altro.
Dici di essere un ragazzo normale, ma non lo sei, sei solo travestito da normale. Perchè quelli come te quelle come me le guardano in cerca di sveltine. Perchè quelli come te boccheggiano dopo ogni singola frase, boccheggiano dopo il sesso, boccheggiano come pesci tirati via dall'acqua.
Dentro di te io vedo delle cose che forse tu stesso stenteresti a riconoscere.
Voglio fermarmi un attimo, un anno, una vita a macerare il mio cuore marcio in quello che sai darmi tu, chè non è solo amore: è certezza, è àncora, è un “come stai”.
E ci hai messo un secondo e mezzo a diventare tutto.
E ci metteresti meno di mezzo secondo a strapparmi via tutto, da dentro, dal profondo.
Voglio scriverti una letterina d'amore perchè ho tutte queste cose, indescrivibili, da dirti.
Voglio scriverti una letterina d'amore perchè mi fai sentire bambina e donna, tutto insieme.
Vglio scriverti una letterina d'amore per iniziare a trovare le parole giuste. Perchè ti sussurrerò sempre le poesie alle orecchie. Perchè ti voglio far battere il cuore che mi hai rubato per mettertelo nel petto.
Matteo, voglio scriverti una lettera d'amore così quando inizi a lavorare, che ti fai la colazione, almeno intanto hai qualcosa da fare. Allora leggi queste due parole messe in fila, leggi me
Voglio scriverti una lettera d'amore per chiederti se puoi donarmi tutte queste cose per sempre. O almeno fino a che non ti accorgi che non sono mai niente. O almeno fino a che non capisci che sei sempre troppo, per una come me. O anche fino a che non capirai che sì, io so di pane, ma ci sono mille altre che sanno di grano.
Nel frattempo, stai con me? Sì o no?
Così, tanto perchè io ti amo.
Tanto perchè non esisterei mai fuori dalla tua mano.