"Abbastanza: a sufficienza; quanto basta (per, da)."
Voglio una ricetta che mi dica quanto dovrebbe bastarmi di ciò che mi danno le persone. Perché io voglio sempre, sempre, sempre di più.
"Abbastanza: a sufficienza; quanto basta (per, da)."
Voglio una ricetta che mi dica quanto dovrebbe bastarmi di ciò che mi danno le persone. Perché io voglio sempre, sempre, sempre di più.
"Bimbs, ehi! È una giornata importantissima per me e ho sbrigato tutte le mie faccende, non ho nessun cane da portare, nessuna spesa da fare e non devo pulire casa oggi. Prendi le tue cose che fuori c'è il sole, andiamo in un prato, a parlare di alberi rari e fiori crudeli. Voglio vedere te oggi, il prima possibile.
Perché, perché oggi divento un uomo e per questo ho bisogno di averti con me. A condividere tutta l'euforia che ho dentro."
Questo è quello che avresti dovuto dire.
La mia domenica si trascina avanti con le unghie: affannata soldatessa travestita da bella giornata, come se così potesse mimetizzarsi tra tutte le altre belle giornate. Sono rimasta invischiata nelle mie ultime notti alcoliche, vivo come immersa in un oceano di melassa che non è capace di annegarmi o trascinarmi altrove, semplicemente mi paralizza, mi imprigiona, mi costringe ferma qui a riascoltare tutti i miei fallimenti. Le promesse che non so mantenere, quelle che gli altri non hanno mantenuto con me.
La mia domenica si apre tra gli incubi e continua lenta confermando gli incubi. Quando nelle ore notturne tu leghi la mia bici con la tua catena e te ne vai, senza voltarti indietro, portandoti via le chiavi.
Faccio pacati sogni che mi dicono che sto sbagliando. Faccio errori che mi dicono che sto di nuovo sognando. Ma se è la fase REM a riportarmi alla realtà, allora come faccio ad uscirne? Dentro al letto tutta l'infinità del cielo, polpastrelli sporchi di terra e cani e la vita che ho toccato. Nella testa tutti i dubbi dell'universo e chissà domani e chissà noi e chissà se prima o poi. Io sogno di non essere più me stessa, esser Bella esser nuova esser fresca: rosa a maggio che voglio festeggiare la Madonna e una donna che mi bacia mentre mi porta all'altare. Se ci fosse un modo esatto per scoprire ciò che pensi starei zitta e lo metterei in atto, affrontando tutti quei minuti densi in cui tu m'accarezzi e mi guardi, tutti quei momenti in cui mi pensi. ma esistono davvero o son io che me l'invento questi istanti?!
Io arranco negli spazi immaginati da qualcuno che non sono io ed in quegli spazi ecco che mi vedo: io che non merito mai niente con i capelli arruffati dopo il sesso che ti piace, io che non mi son mai sentita dire che son bella, io pace, io guerra. Io rancore, amore, soldato e sergente. Io che sono solo il miglior dono del presente.
Braccia del tempo che non mi stringeranno mai, io morta annegata in tutti i miei viavai. Nei pensieri d'altri che non mi scorderanno mai, incastrata in tutti i sogni che non ricorderai.
E adesso prega tu per quell'effimera fase REM, prega per le nottate perse a piangere, per il ritmo del mio cuore che si spenge quando te ne vai.