Mandami un asterisco che si puó ancora cambiare tutto.
Gioco di ruolo in cui barare, ma continuo ad aprirmi bottone dopo bottone. Ancora le tue vene acuminate a ricordare quanto mi potresti dare.
Un amico io non so che cosa sia, forse per questo tu mi spiazzi quasi in anonimato. Se non conoscessi il tuo volto, saresti ancora al centro di corse a perdi fiato.
Ma cosa scrivo a fare di te, che stappi il mio rhum e bevi in bella vista. Cosa ti penso, cosa ti credo a fare, quando tutto quello che ci spinge è la sola voglia di parlare.
Raccontami chi sei, che io in giro non lo dico.
Imbarazzati, ubriaco, attaccando la bottiglia. E ti tiri su le maniche, pudico a modo mio, e le ritiri indietro, sconcio ma sempre a modo mio.
Sei l'ago che s'inserisce nel mio cuore asimmetrico, un volto noto e ignoto a dirmi cosa potrebbe servirmi. Il momento sbagliato per cadere tra le mie braccia, il momento più giusto per far l'amore sulla sabbia.
Una lettera d'amore chè il vero amore non esiste. Il tuo rumore oltre la porta, una bottiglia vuota stappata un'altra volta.
"Mi fai troppa fiducia" per tentare d'avvicinarti e quindi sistematicamente metto trappole per far l'effetto contrario.
L'havana club che mi sconquassa le mani, gesticolando in modo straordinario; alcool che mi rende un po' più una persona.
Ma quanto cazzo vuol dire per me "persona di fiducia".
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