Ottava notte con questa idea pazza in mente.
Sempre te, sempre io con te e sempre noi sotto i lampioni e sempre noi che ci leghiamo per sempre l'uno all'altra, prendendoci l'eternità a cui abbiamo sempre aspirato.
Due illusi, io e te.
___________________________________
Prologo:
Ieri, plin, è arrivato un tuo messaggio. Dal modo in cui mi avevi risposto quando ti avevo chiesto udienza non mi aspettavo mi avresti scritto. Mi eri sembrato forse un po' slegato ed io mi sono sentita una burattinaia con le marionette ma senza i fili per farle muovere.
Invece alla fine mi hai scritto:
"Non posso gestire questa attesa,
dimmi qualcosa",
mi hai scritto.
Allora mangio e ti chiamo e inizio a darti indizi. Ti dico "Fermami se le mie parole ti stuprano. Non voglio. Non ti voglio spezzare di nuovo."
Tu non lo sai che mentre lo dico lo penso, e penso al nostro primo abbraccio nella tua macchina-topolino e vorrei solo tornare là: una tenerezza infinita fra due persone che si volevano bene ma che non osavano mai toccarsi.
Vorrei tornare là e parlo, parlo. Madonna, quanto parlo.
Tu invece farfugli, cerchi di spiegare ma non dici nulla.
Confusione totale.
"Frequento qualcuno, ma sto chiudendo: stiamo male",
mi dici.
Riagganciamo.
"Non so cosa dire, ma il 3 ci vediamo. Voglio ascoltare".
__________________________
Giorno 8. La mia idea mi scivola tra le mani.
Mi è bastato risentire la tua voce per far scendere meteoriti, ma stavolta non son lumi nel cielo che ci augurano sventura.
Stavolta arriva l'estinzione.
Nessun commento:
Posta un commento