La mia domenica si trascina avanti con le unghie: affannata soldatessa travestita da bella giornata, come se così potesse mimetizzarsi tra tutte le altre belle giornate. Sono rimasta invischiata nelle mie ultime notti alcoliche, vivo come immersa in un oceano di melassa che non è capace di annegarmi o trascinarmi altrove, semplicemente mi paralizza, mi imprigiona, mi costringe ferma qui a riascoltare tutti i miei fallimenti. Le promesse che non so mantenere, quelle che gli altri non hanno mantenuto con me.
La mia domenica si apre tra gli incubi e continua lenta confermando gli incubi. Quando nelle ore notturne tu leghi la mia bici con la tua catena e te ne vai, senza voltarti indietro, portandoti via le chiavi.
domenica 15 dicembre 2013
Piedi, a.
sabato 16 novembre 2013
Dimmelo tu.
Faccio pacati sogni che mi dicono che sto sbagliando. Faccio errori che mi dicono che sto di nuovo sognando. Ma se è la fase REM a riportarmi alla realtà, allora come faccio ad uscirne? Dentro al letto tutta l'infinità del cielo, polpastrelli sporchi di terra e cani e la vita che ho toccato. Nella testa tutti i dubbi dell'universo e chissà domani e chissà noi e chissà se prima o poi. Io sogno di non essere più me stessa, esser Bella esser nuova esser fresca: rosa a maggio che voglio festeggiare la Madonna e una donna che mi bacia mentre mi porta all'altare. Se ci fosse un modo esatto per scoprire ciò che pensi starei zitta e lo metterei in atto, affrontando tutti quei minuti densi in cui tu m'accarezzi e mi guardi, tutti quei momenti in cui mi pensi. ma esistono davvero o son io che me l'invento questi istanti?!
Io arranco negli spazi immaginati da qualcuno che non sono io ed in quegli spazi ecco che mi vedo: io che non merito mai niente con i capelli arruffati dopo il sesso che ti piace, io che non mi son mai sentita dire che son bella, io pace, io guerra. Io rancore, amore, soldato e sergente. Io che sono solo il miglior dono del presente.
Braccia del tempo che non mi stringeranno mai, io morta annegata in tutti i miei viavai. Nei pensieri d'altri che non mi scorderanno mai, incastrata in tutti i sogni che non ricorderai.
E adesso prega tu per quell'effimera fase REM, prega per le nottate perse a piangere, per il ritmo del mio cuore che si spenge quando te ne vai.
lunedì 28 ottobre 2013
A volte ritornano.
Non scrivevo da tantissimo, semplicemente perchè stavo bene. Sono stata bene per mesi, fondamentalmente. La mia vita si è stravolta: mi sono trasferita, ho lasciato il mio ragazzo-despota, ho iniziato una nuova università, ho modificato per l'ennesima volta la mia personalità, ho conosciuto tantissime persone nuove, ho imparato modi di fare assolutamente estranei a quello che sono.
Eppure eccomi.
Ancora non mi sento bene con me stessa: ho problemi con l'alcool, col sesso, col cibo, con l'amore.
Perchè alla fine è l'amore l'ingrediente fondamentale di tutto il mio malessere. Magari averla una storia normale, da scemi ragazzini che si mandano sms e fanno sesso sudaticcio. Magarli averla una storia così, senza pensieri, problemi, preoccupazioni: io-sono-tua-tu-sei-mio, fine della storia.
Ma io non me la merito una cosa così.
A quanto pare io merito il male.
E di certo non l'amore.
Sono tornata, ma non è un buon segno. Eh no.
sabato 3 agosto 2013
Poltergeist
mercoledì 10 luglio 2013
Splendidi perissodattili.
venerdì 10 maggio 2013
Niente scuola venerdì.
venerdì 3 maggio 2013
Contenuti.
Principesse incastonate, legate, incastrate da una sabbia che vuol solo trattenerle.
Eccomi di nuovo qui, con la mia storia in loop, con tutti i miei cimeli che non vuole mai spolverare nessuno.
Voi tutti, la mia sabbia che m'obbliga a restare, che m'obbliga ogni volta a tornare. E tornare dopo essere scomparsa ancora.
Io, abbracciata alle mie gambe, che voglio ancora guardare i flutti lenti sognando un temporale.
Ogni giorno l'onde ed io sognamo d'essere marinai, agognamo un ruolo attivo dentro al mare. Brama di disegnare una nostra rotta autonoma.
Ogni giorno l'onde ed io vorremmo abbattere tutte le recinzioni che ci bloccano in un angolo di questo sconfinato, impietoso mare.
Ma ecco siamo uguali l'una all'altre, son io che sputo schiuma che lor spingono sulle rive a baciare i piedi d'innamorati che noi non saremo mai.
E tutti i nostri segreti li chiudiamo in suoni che capiamo solo noi. E tu guarda il mare e dimmi che quel frusciare non ti racconta dei segreti. Perdi tempo a decifrare le nostre parole, chè l'onde potrebbero spiegarti tutti i tuoi abissi ed io tutti quelli del cuor.
Potrei farti assaporare fatiche che non hai mai avuto in incubo; potrei farti scoprire come si fa ad amar l'amore in modo così precisamente disperato.
Io che organizzo le mie storie con ordine maniacale.
Io ancora serial killer dei sentimenti, chè poi son l'onde nei miei occhi a diventar trofei.
E allora grazie, tutte voi sabbie, per tutti i graffi che m'avete provocato. Grazie per questo mio cervello che va senz'armonia allo sbaraglio.
Grazie, chè di vita ne ho avuto troppa e tutta sbagliata.
Oggi l'onde ed io scappiamo: il mare sarà lago, morte di sirene.
Andiam da sole a cercar la notte, senz'esser spinte più. Senza amare più. Chè il nostro amore è infinito come il mare e più impietoso d'esso. Il nostro amore così forte da saper scappare.
E chissà un giorno chi ci vedrà tornare dopo essere scomparse ancora.

