mercoledì 10 luglio 2013
Splendidi perissodattili.
venerdì 10 maggio 2013
Niente scuola venerdì.
venerdì 3 maggio 2013
Contenuti.
Principesse incastonate, legate, incastrate da una sabbia che vuol solo trattenerle.
Eccomi di nuovo qui, con la mia storia in loop, con tutti i miei cimeli che non vuole mai spolverare nessuno.
Voi tutti, la mia sabbia che m'obbliga a restare, che m'obbliga ogni volta a tornare. E tornare dopo essere scomparsa ancora.
Io, abbracciata alle mie gambe, che voglio ancora guardare i flutti lenti sognando un temporale.
Ogni giorno l'onde ed io sognamo d'essere marinai, agognamo un ruolo attivo dentro al mare. Brama di disegnare una nostra rotta autonoma.
Ogni giorno l'onde ed io vorremmo abbattere tutte le recinzioni che ci bloccano in un angolo di questo sconfinato, impietoso mare.
Ma ecco siamo uguali l'una all'altre, son io che sputo schiuma che lor spingono sulle rive a baciare i piedi d'innamorati che noi non saremo mai.
E tutti i nostri segreti li chiudiamo in suoni che capiamo solo noi. E tu guarda il mare e dimmi che quel frusciare non ti racconta dei segreti. Perdi tempo a decifrare le nostre parole, chè l'onde potrebbero spiegarti tutti i tuoi abissi ed io tutti quelli del cuor.
Potrei farti assaporare fatiche che non hai mai avuto in incubo; potrei farti scoprire come si fa ad amar l'amore in modo così precisamente disperato.
Io che organizzo le mie storie con ordine maniacale.
Io ancora serial killer dei sentimenti, chè poi son l'onde nei miei occhi a diventar trofei.
E allora grazie, tutte voi sabbie, per tutti i graffi che m'avete provocato. Grazie per questo mio cervello che va senz'armonia allo sbaraglio.
Grazie, chè di vita ne ho avuto troppa e tutta sbagliata.
Oggi l'onde ed io scappiamo: il mare sarà lago, morte di sirene.
Andiam da sole a cercar la notte, senz'esser spinte più. Senza amare più. Chè il nostro amore è infinito come il mare e più impietoso d'esso. Il nostro amore così forte da saper scappare.
E chissà un giorno chi ci vedrà tornare dopo essere scomparse ancora.
lunedì 29 aprile 2013
giovedì 25 aprile 2013
Fame alcoolica.
Alle 04:04 vorrei che fossi qua, a ribadirmi che sono un guaio, a parlarmi di te, di quello che vuoi essere e sarai.
E forse tra un mese o due guardaremo una luna spaccacuori, davanti alla quale non sapremo più mentire. O magari domani ci diremo che è meglio lasciar stare.
E oggi m'hai riaccompagnata a casa di nuovo.
E oggi mi hai dato un bacio, giù per strada.
mercoledì 17 aprile 2013
I gelati sono buoni (ma costano milioni).
Vorrei un milione di cose.
Vorrei non essere così.
Così espansiva, dispersiva, aggressiva.
Vorrei essere il fiore di un ciliegio; vorrei essere prezzemolo su ogni cibo al mondo, che tanto sta bene con tutto.
Vorrei non porre domande, trabocchetti.
Vorrei non vedere niente nella gentilezza degli altri. Semplice educazione.
Vorrei avere il sangue dolce per le zanzare, lamentarmi tutta un'estate del fatto che mi pungono.
Vorrei essere delicata, farmi i peli solamente con il rasoio "che sennó mi fa male" e adottare tutti i miei figli "che sennó mi fa male".
Vorrei avere una paura diversa da questa qui che ho, che mi stringe e poi mi costringe a tirare fuori tutte le mie maschere. E adesso rido, e adesso gesticolo, e adesso parlo di me di noi della società dell'università dell'amore del sesso dell'odio della diversità.
Vorrei essere sorrisi e gote rosee, vorrei essere addormentata beata su una sedia.
Vorrei esser margherita e gazzosa, vorrei essere vergine e sposa.
Vorrei essere spine e ginestra.
Ed eccomi, io sono quiete e tempesta.
