A volte ho paura che tutto il mio mondo si riduca in realistiche proiezioni mentali.
I miei amici? Non esistono.
Lo psicologo? Non esiste.
L'unica cosa che mi sembra reale è la mia surreale relazione con Lui.
Tutto il resto che ho intorno? Meccanismi di fuga creati dalla mia mente, alla quale peró restano inaccessibili ed inalterabili. Come se esistessero davvero.
E allora senza di Lui non muovo un passo, senza di Lui non respiro. Il mio appiglio alla realtà.
Ma è davvero questa la realtà?
Mi trasferirei volentieri nel mondo delle mie proiezioni mentali.
Libere, inestricabilmente semplici.
Sai, anche io più di una volta ho pensato che tutto quello che ho intorno magari non esiste, magari è solo una specie di lunghissimo e noiosissimo sogno, e allora un giorno mi sveglierò e tutto questo sarà finito. Poi ogni tanto trovo una ragione, anche solo una piccola piccola, per pensare che questa vita sia abbastanza sopportabilmente reale da poter essere vissuta. E ho concluso che Hegel non è una bella lettura da fare prima di andare a dormire.
RispondiEliminaTieniti stretta il tuo appiglio alla realtà, precipitare nei sogni può essere davvero bello ma così pericoloso.
Ti stringo,
Baci.
Forse, più che chiederti cosa sia reale e cosa non lo sia, la domanda che dovrsti porti è: "cosa è importante per me stessa?". A prescindere dalla sua concretezza. E aggrapparti a quello che pensi possa farti stare bene... che non necessariamente è semplice... ma tanto, le cose migliori non sono mai le più semplici...
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