In quello che sembra il lontanissimo 2010 ero insieme da due anni con un PazzoManiaco. Dopo il primo anno lui era entrato in depressione ed io mi ero sentita in dovere di andare a vivere con lui, per aiutarlo e per stargli vicina. La mia solita sindrome della crocerossina. Ebbene, dopo un anno a fare da infermierina ad una persona che neanche mi diceva buon giorno lui mi dice di essere andato in fissa con una mia amica, che doveva assolutamente scoparsela. Gli diedi una pausa e gli presentai questa mia amica, che non essendo puttana non l'ha degnato nemmeno di uno sguardo. Quando tornò da me, con la coda tra le gambe e le orecchie basse, lo lasciai.
Durante quella pausa avevo conosciuto il mio attuale ragazzo, G. Un colpo di fulmine, con un solo sguardo m'era crollato il cielo sulla testa; lui sempre in disparte, con gli occhi azzurri persi nel vuoto a guardare chissà cosa, con il cappello calcato sulla fronte e quel corpo bellissimo da giocatore di basket.
Ho pensato, per un secondo, che fosse Dio.
Usciva con la mia compagnia, ma durante i due anni in cui ero stata fidanzata eravamo usciti così poco, rinchiusi come in una casa per le bambole, che non l'avevo praticamente mai visto. Aveva addirittura fatto la mia stessa scuola, era compagno di banco di un mio ex ragazzo: io non lo avevo MAI visto.
Io sono una che non aspetta mai che le cose le capitino, io le cose le faccio capitare, me le prendo con le unghie e con i denti. Mi sono innamorata subito, dopo averlo visto, dopo la prima chiacchierata, già lo amavo. Iniziai a invitarlo a fare passeggiate, a fare canne, a casa mia. Il giorno del mio compleanno, quell'anno, fu l'unico a farmi gli auguri: mi portò una tazzina di caffè sotto casa.
A Maggio ero depressa come mai nella vita: il mio ex mi stava dando il tormento, tanto che dovetti denunciarlo per stalking dopo un episodio in cui, dopo mesi che mi seguiva per tutta la città, mi aveva sputato addosso e schiaffeggiata. Insomma, il 25 Maggio ero triste, ubriaca e sola dentro casa e non c'era il mio unico appiglio, G, che era ad un compleanno. La sera mi venne a salvare, andammo a nasconderci in dei vicoletti dove ci rifugiavamo sempre, in macchina. Ed iniziammo a parlare.
Fino a quel giorno non lo avevo nemmeno mai sfiorato per sbaglio, nemmeno un bacetto sulla guancia quando dovevamo salutarci, niente.
Questo perchè il mio ex aveva iniziato anche a rompere le palle a lui e nessuno dei due voleva fargli intendere che eravamo più che amici.
Quel giorno ero così triste, così devastata che mi prese di peso dal sedile del passeggero, mi mise sulle sue gambe e mi diede un abbraccio, un abbraccio di quelli in cui ti batte il cuore a tremila, ti scoppia quasi. Uno di quelli che nessuno vuole interrompere. Eravamo imbarazzati, una volta mollata la presa, imbarazzati da morire: "Due tredicenni", lo diciamo sempre. Spezzammo l'imbarazzo dicendo "Andiamo al mare", ci abbiamo passato qualcosa come sei mesi al mare di notte, il nostro posto segreto. Cantava Battiato nello stereo della sua macchina, cantava e ci aiutava a essere meno stupidi e anche meno innocenti. Scendiamo sulla spiaggia, faceva un freddo cane, ci copriamo con una coperta che lasciavamo sempre in macchina sua. Ci diciamo due cazzate, tanto per far finta di voler stare là per parlare come al solito.
E poi, il primo bacio. Non si sa mai com'è iniziato, ma ci si ritrova in mezzo, a sto maledetto primo bacio. "E cavolo quanto baci bene", la solita lussuriosa, ma non ero la sola. Penso che sia stato il più bel primo bacio della mia vita, con quella luna piena che si faceva i cazzi nostri e quelle labbra morbide che ha, e la consapevolezza di stare baciando un essere umano che mi riteneva un essere umano. Come si può spiegare quando ti viene strappato via il cuore in dieci secondi?
Semplicemente, non si può.
Scappiamo in macchina e ci spogliamo e ci scrutiamo con quegli sguardi da prima volta in cui ti chiedi sempre se sotto i vestiti l'altro è davvero come sembra. Scopiamo, ma a lui lo uccide l'alcool, solo dopo scoprirò quanti problemi ha col sesso, con lo scopare e basta.
Torniamo a casa pentiti e spaventati. Il mio ex non ci avrebbe mai lasciati stare, se ne sarebbe inventate di tutti i colori, con già in gola il sapore dello sputtanamento mi riaccompagna a casa e ci diciamo: "Mai più".
Il giorno dopo vado a trovarlo, mi sdraio a terra in camera sua, come sempre. Lui su quel divanetto che abbiamo finito per rompere nei mesi successivi.
Non sapevamo cosa dirci e grazie a Dio lui mi tira vicino a sè e mi dice: "Lo sappiamo tutti e due che dobbiamo farlo".
"Ma che sesso, che sesso, che sesso", scrivevo in un altro post. Eravamo come in una trans da baccanale, non ricordo quanto è durato, ricordo solo di aver goduto, di essere riuscita a farlo venire, lui che con le ultime tre ragazze non ci era mai riuscito. Ripeto, aveva tantissimi problemi con il sesso prima che sopraggiungessi io ad obbligarlo ad amarmi.
Il 25 Maggio, con quel primo bacio, ci siamo ritenuti inseparabili e ci ostinavamo a fingere che non fosse così. Abbiamo detto per tutta l'estate a venire, nonostante stessimo sempre insieme e scopassimo per la maggior parte del tempo, che dovevamo trovarci qualcun altro con cui stare. Perchè tra noi non sarebbe mai potuta andare, perchè c'erano troppi ostacoli, per colpa del mio passato. Eppure non andavamo mai in cerca di null'altro perchè, diciamoci la verità, ci bastavamo a vicenda. Lui posato, io caciarona; lui sportivo, io pigra; lui spaventato dal sesso, io quasi ninfomane. Ci siamo completati, è questa la verità.
In Luglio, sulla scia di dover trovare qualcun altro, lui invita a casa sua una tizia di Milano che aveva conosciuto su FB. Era bella sapete, magra magra e piccolina, con i capelli lunghi, sempre impeccabile: trucco, bikini a fascia, coda di cavallo. Io scappo, ferita come un'ignobile puttana, me ne vado a Roma dove avevo già trovato casa, quella dove ora viviamo insieme. Passo quattro giorni nutrendomi di caffè, canne d'erba e l'inchiostro della penna sulle pagine del quaderno che ho devastato. Stavo diventando scema, intanto lui continuava a dirmi che questa tizia era una deficiente, che non la sopportava, che stava cercando di mandarla via. Non gli credevo, dovevano per forza stare scopando, altrimenti la presenza di quella lì non aveva alcun senso. Il quinto giorno sono tornata da lui, volevo vederla, volevo farmi l'ennesimo male, vedere la ragazza che mi stava sfilando da sotto le dita l'unico ragazzo che avevo mai amato.
Beh, l'ho vista. Le sue foto erano una bugia, non me l'aspettavo. Era, sì, magra, ma sul resto era un vero sfacelo, per di più stupida. Lui mi vede, mi abbraccia per la prima volta in pubblico, subentro nella vacanza della tizia, mi riprendo il mio amore facendo la signora. Perchè a fumare ogni mia canna per seconda era lei, perchè ad assaggiare il mio coctail era lei. La avvelanavo piano piano, di odio, dello schifo verso una persona che per farsi una sveltina attraversa mezza Italia. La sera in cui sono tornata sono passata sotto casa di G, a lui non avevo detto di essere in città; gli lascia sulla macchina un bigliettino, incastrato alla maniglia della portiera, custode dei nostri regali segreti: "Ti lascio un bacio". E ci baciammo e facemmo del sesso segreto nascosti in qualunque angolo lontano da quella arpia. Lei se ne tornó a Milano, io partivo per Barcellona lo stesso giorno. Non so come o perché non pretesi vendetta, fatto sta che non riuscivo a pensare che a lui. Così nasce il mio primo tatuaggio, fatto a gratis da un ragazzo conosciuto tramite il mio spacciatore spagnolo.
Una piccola mappa del mio cuore, una freccia puntata nel centro "Tu sei qui".
E fu un'estate pazzesca piena di fughe, di lacrime, di gole rotte dalle grida; accompagnati dalla sua mente da bigotto provinciale che non riusciva a capire che anche le puttane hanno un cuore. E stare insieme in segreto perché lui non voleva essere chiamato "Infame" dal mio ex e dalla sua compagnia, che ripudió il PazzoManiaco solo dopo che mi picchió davanti a tutti. Peccato non ci fosse il mio bellissimo giocatore di basket, che l'avrebbe ammazzato con un dito solo.
Siamo stati un anno insieme, in segreto. Fino al giorno del suo compleanno, il 22 Maggio. Si presenta 3 minuti prima della mezzanotte ai pub, dove tutti ormai brindiamo il giorno di compleanno di ognuno; ovviamente, non essendo ufficialmente nemmeno amici io non avrei potuto abbracciarlo e continuava ad arrivare gente: maschi, femmine, cani che lo abbracciavano lo baciavano.
Ebbi il primo, dopo tanti anni, attacco di panico, primo di una lunga serie che mi ha costretta a ricorrere all'ipnosi, a scavare nel mio cervello marcio di ricordi cancellati e soppressi. D'altro canto ha convinto G a "venire allo scoperto". Ora siamo insieme da quasi due anni, ma ufficialmente solo da pochissimi mesi. E noi ci sentiamo sposati.
Questo è un riassunto, purtroppo delle emozioni che ho provato e che provo non posso scriverne liberamente, ma solo tramite il mio modo di scrivere viscerale, che mi devasta. Che mi toglie un grammo di sangue per ogni grammo d'inchiostro che impiego.

sei piena di problemi.
RispondiEliminaadesso spero che vada tutto bene, ma il tuo passato non è stato PER NIENTE facile, da quanto scrivi.
mi dispiace così tanto perchè sei meravigliosa, una creatura tristemente affascinante.
la tua storia con g. è così romantica che fa passare il resto in secondo piano, però.
ti sono vicinissima, davvero.
vì.
Mi hai fatto piangere, davvero...forse per via delle mie vicende non lo so...però la vostra è stata una storia tormentata ma dio se c'è amore! Un amore splendido, unico e solo vostro.
RispondiEliminaAh voglio aggiungere un'altra cosa! Adoro i tuoi tatuaggi...sulla tua pelle hai raccontata una storia che solo tu sai comprendere. La trovo una cosa molto profonda e bella e ci vuole anche molto coraggio, perchè lasci indelebili su di te dei ricordi...e i ricordi, si sa, sono qualcosa di estremamente forte.
EliminaSto piangendo. Voi siete le persone che mi fanno ancora credere nell'amore.
RispondiEliminaGrazie per condividere tutto ciò.
RispondiEliminainnanzitutto, appena hai detto lontanissimo 2010, ho pensato a quanto sia lontano, adesso, il mio di 2010...
RispondiEliminanel 2010 (anzi, da ottobre del 2009) ho smesso di andare all'università, mi sono chiusa in casa per mesi -senza uscirne prima di giugno, quando ero ridimagrita-, sono ingrassata di 10 chili (riperdendone, poi, 12), ho avuto attacchi di panico, avevo abbuffate ogni singolo giorno..
bene, detto questo.... passiamo a te.. apparte che mi sento un'inutilità, perchè i miei tatuaggi non sono cosi rimuginati e particolari come i tuoi..
poiii... ommioddio.. ma la tua storia è cosi bella e tormentata, che rimpiango tutte le volte che mi sono chiusa in casa, perchè ero troppo grassa, e non ho vissuto tanto drammaticamente quanto te... "drammaticamente", ovviamente, nel senso buono..
la vostra è una storia davvero bella, stupenda, strappalacrime, piena di incomprensioni, che però ti invidio tanto.. non ho mai provato niente di simile, in tutta la mia inutile vita, e spero di poterla vivere anche io.. davvero..
ti stringo forte...
bacino