giovedì 12 luglio 2012

Gli amici immaginari.

Ho sempre avuto il vizio di parlare da sola, ricostruendo attimi imperfetti della mia vita col senno di poi. C'ho sempre provato a riplasmare il mio fango a mio piacimento, finendo poi per stringere solo fredda guazza di terra e acqua e di morte della mia persona.
Nelle sere in cui gracidavano ancora le rane sopra la mai testa sognavo arrivasse qualcuno di notte a darmi un bacio d'amore, come nei cartoni animati. In quello stesso letto ho consumato il primo vero delitto ai danni di me stessa.
Nei giorni di pioggia tendenzialmente mi vien da sorridere, sorridere ad un cielo che piange al posto mio. Posso delegare il mio dolore a qualcuno, per una volta.

Che amore è quello che mi pugnala ogni giorno?
Che amore è quello che non capisce che dovrebbe essere come uno dei miei amici immaginari?
Parlarmi come voglio io, stringermi come voglio io, amarmi come voglio io.

Invece no.

Lenzuola verdi ad imitare un prato che è così lontano da me da non riuscirne più a carpirne l'odore ed il cuscino basso che mi fa addormentare subito e mi dà questi mal di schiena, amici per sempre, aggravati dalle mie manie futuristiche e infantili.
Ho il cervello così inceppato che mi dico di voler scrivere anche se non sono assolutamente in grado di farlo.
Un file .txt mi guarda dal Desktop e mi biasima per non averlo mai aperto nell'ultimo mese.
Un giorno un mio amico mi ha chiesto: "Chi è che ti dà la penna?", domanda lecita che mi fa capire che senza i miei antichi dolori non saprei andare a parare da nessuna parte.
Eppure ci sono periodi in cui mi sento una persona nuova, una persona bianca e senza macchie, una persona che di quello che ha fatto porta le cicatrici fieramente: "Questo è ciò a cui ho resistito."
Nel caso questo fosse vero non accadrebbe più che un solo nome, una sola discussione riguardo il mio passato, mi tagli la testa con una mannaia arrugginita. Non accadrebbe più.
Ed eccomi qua, di nuovo decapitata a scrivere solamente seguendo ste dita che mi strapperei a morsi, con le lacrime appoggiate nelle palpebre inferiori che sembrano bruciare ed invece non bruciano mai.

Che amore è quello che pretende ciecamente?
Che amore è quello che non si concede mai, come una vergine timorata di Dio?
Solitudini devastanti mi abbracciano e con le loro dita d'ossa mi graffiano la schiena.
Ed io sto zitta di nuovo.

Leggo ogni giorno persone dichiarare che il silenzio è il loro migliore amico. Persone che dichiarano questa cosa e che non sanno star zitte un secondo, che non sanno tenere la bocca chiusa su niente.
E vorrei spiegarglielo io cosa vuol dir sentire i propri ingranaggi stridere e assordarti, tendando invano di trovare le parole adatte per parlare di quello stridore e invece star zitti e muti perchè di parole giuste non ce ne sono. Perchè il suono della mia voce distruggerebbe quel poetico stridore.
Tutte le poesie del mio dolore assordante.

Sono ancora i piccoli gesti a tirare su la mia giornata, a costruirla senza che io possa farci niente.

Dalla voce delle persone non potrò mai essere in grado di capire niente.
Piuttosto, fatemi vedere se vi tremano le mani quando dite la parola "amore".
Piuttosto, fatemi appoggiare il mio orecchio sul vostro, convincetemi che dietro al timpano c'è metallo in amore.

4 commenti:

  1. Che post incisivo, anche se leggo tristezza. L'amore dovrebbe essere come lo immaginiamo, ma non è così. E forse la persona che abbiamo di fronte a non andare bene? O siamo noi? Io non so se c'è una risposta a ciò.
    Ti stringo
    Snotra

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  2. parlare da soli..
    cincischiare..schiamazzi..di una vita imperitura..
    ameno nella propria mente..
    o nei propri sogni che essa genera..

    vacuo o lieto o solo lecito..
    desiderio..

    che ricostruisce scampoli..di un appiglio mancato..
    o di un codardo atterraggio su foglie di cactus.
    e restare muti.nella sofferenza.
    perchè non c'è più triste compagno..
    dell'eco di un sonno rubato al calore.
    che ahimè fa rima con dolore.


    quando dico la parola amore..provo solo..nulla..


    ti abbraccio cara..
    in questo deserto di solitudine..
    anche con se stessi.

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  3. Sai cos'e il narcisismo, per freud?
    La costruzione di un IO ideale che non corrisponde all'IO attuale... Questo e' il problema delle persone che pretendono troppe da se' stesse, ed e' lo stesso problema che affligge nell'anoressia... Costruiamo un'immagine di noi stesse che e' troppo lontana da quella reale, e questo ci distrugge... Piu l'immagine utopica e' perfetta, piu la nostra normalita' snervante ci fa sprofondare....
    Tu hai costruito per tutta la vita -ed io come te- l'immagine troppo perfetta della persona che ti sarebbe dovuta stare accanto... E LUI che non e' come hai semrpe sperato, ti fa sprofondare nell'oceano della fantasia.... Il trucco - a volte impossibile da attuare- e' ridimensionare le aspettative.... Ridimensiona cio che sogni, accetta cio che hai.... You take the things you love and try to love the things you took... Prendi le cose che ami e ami le cose che hai preso... Non so se rende l'idea... Ridimensiona lImmagine ideale che hai di LUI.. Solo cosi si puo andare avanti... Abbiamo aspettative troppo grandi, nei confronti delle altre persone... Rimensionarle e' l'unico modo...

    Ti amo

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  4. mi disp ke stai così...nn riesco a scrivere altro

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