Mamma.
Mia madre è una donna molto intelligente. Laurea in Medicina Veterinaria, Specializzazioni varie, Master vari presi in tutta Italia. Iscritta attualmente alla facoltà di Biologia de La Sapienza. Scrive per svariati giornali specializzati, ha scritto un libro di testo per gli studenti di veterinaria, tiene congressi, conferenze, stage, lezioni. Per lei lo studio è vita, praticamente non ha mai fatto altro. Cresciuta in una famiglia nobile, è stato educata alle buone maniere che dovrebbe avere la nipote di una Duchessa, quindi ha avuto un'educazione di sani principi, di pudore. Gli hanno insegnato a fare sempre buon viso a cattivo gioco, a non mettere mai i gomiti sul tavolo. Questo è lo stesso modo in cui poi ha educato me e mio fratello. E' una bella donna, sempre stata considerata una MILF da tutti i miei amici, da quando è dimagrita risplende nei suoi 50 anni e nel suo metro e sessantacinque aiutato dai tacchi onnipresenti. Mia madre ama cucinare ed è bravissima, è una cosa di famiglia diciamo. Noi tutte donne della sua famiglia potremmo offrire un pranzo di lusso utilizzando solo due carote ed un filetto di petto di pollo. Insomma, lei fa i miracoli ai fornelli.
Si potrebbe definire come la classica "donna da sposare", ha mille talenti, mille armi e mille modi di difendersi. E' una lavoratrice ed una studiosa, è piccola ma ha una forza smisurata. Può riparare il lavandino e nello stesso tempo preparare un unguento alla lavanda per un ginocchio malandato. Può fare ai ferri un maglione e nello stesso tempo dezollare un ettaro di terra, zappa alla mano e bandana in testa.
Mia madre è una persona straordinaria, ma soprattutto è una madre e basta. Non ha mai preteso di fare troppo l'amica, questo anche per colpa della sua educazione al pudore. Ma ci ha saputi guidare e consigliare, ci ha abbracciato e confortato, ci ha sgridato ed urlato sulla nuca quando abbiamo sbagliato.
Un tempo il mio sogno era diventare come lei. Poi ho scoperto mio papà.
Papà.
Mio padre è un uomo alto alto e allampanato. Grande naso adunco da merlo. Pallido come la neve, moro come il demonio. Mio padre è nato in una famiglia di allevatori e contadini e ha l'anima pulita ed ingenua come solo chi è cresciuto ed ha vissuto tutta una vita a contatto con la natura può avere. Spesso e volentieri mi stupisce ancora di quanto si stupisca per cose che non stupirebbero un dodicenne nato in città.
Quando vivevamo ancora insieme non ci rivolgevamo altre parole che i saluti di rito: "Buon giorno papà", "Buona sera papà". Era una persona completamente diversa, un rompi palle allo stadio terminale. Uno di quelli che danno di matto se trovano un paio di scarpe non perfettamente allineato. Che ci volete fare?! Alla fine lui prendeva cinghiate per cose del genere. Mio padre ci ha insegnato ad allevare e curare ogni tipo di animale; ci ha spiegato la geografia, la fisica, la matematica e la chimica. Ha un bel cervello, ma preferisce parlare alle piante che ai professori. Certo, anche lui ha la sua bella Laurea in Medicina Veterinaria ed anche lui sta prendendo ora, a cinquant'anni, la specializzazione. Ma, fondamentalmente, non gli interessa. La gioia di mio padre è il suo lavoro, la sua gioia è passare un'ora con i cani e noi a casa sua. Queste sono le sue gioie, del resto non gli importa più. Devo dire che è grazie al suo attaccamento alla natura se ho passato un'infanzia invidiabile, peccato averlo scoperto quando ormai il nostro rapporto era in pezzi dopo tanti litigi, dopo averlo picchiato, dopo averlo umiliato. Però ci siamo ripresi, adesso è su lui che faccio affidamento per qualunque cosa.
Lo sapete che vi dico? Io al mio papà lo amo. Ed ogni volta che lo penso mi viene una fitta al cuore.
"Come farei senza di te?", glielo dico sempre.
Mio fratello.
Mio fratello ha sedici mesi meno di me. Siamo praticamente coetanei. Quando è nato è stato il mio regalo più grande. Prima di tutto perchè così avrei avuto il doppio dei giocattoli, seconda cosa avrei potuto riottenere il ciuccio che mamma non mi dava più. Una volta cresciuti tutti e due abbiamo passato mille avventure insieme, correndo nei campi, portando al pascolo le pecore, giocando con i cani, dando la caccia ai topi, scalando le infinite torri di balle di fieno. Quante ne abbiamo combinate. Insieme a noi c'era anche l'unico nostro vicino di casa, nato due mesi dopo mio fratello. Insomma eravamo un ottimo team. Mio fratello era spericolato, quando c'era qualcosa di rischioso da fare lo faceva lui, così andava a rubare i cocomeri, i piselli crudi e le fragole d'estate e li portava da noi; così un giorno tornò con un Ciao che avrà avuto 60 anni e che ci servì fedelmente per anni. Mio fratello era uno spirito libero, ingenuo e genuino come mio padre. Quanta nostalgia quando ripenso a quei tempi.
Famiglia per davvero.
Abitavamo in una strada di tre chilometri, in una riserva naturale. Un villone sperduto in 15 ettari di terreno, con la piscina nel giardino e, dietro la recinzione, i cavalli, pecore, mucche, capre, cani, conigli, galline, oche, papere. Un sistema naturale di laghetti e ruscelli che sbucavano un po' ovunque, le tartarughe e le talpe che scavavano tutto il giardino e depredavano l'orto. D'estate si accendeva un grande falò e si grigliavano peperoni, melanzane e zucchine in quantità che avrebbero potuto mettere fine alla fame nel mondo. Avevamo l'orto che ci dava insalata, piselli, pomodori, ravanelli. E alberi da frutta. E si facevano le conserve di pomodori e le marmellate, si imbarattolava il miele a Maggio. Si raccoglievano i kiwi ad Ottobre. Si ammazzava il maiale a Dicembre. Si tosavano le pecore a Marzo. Tutto l'anno, un ciclo di natura che ti riempiva le vene. Io e mio fratello fino a quindici anni ci siamo rifiutati di indossare le scarpe. Al massimo potevamo sopportare gli stivaloni di gomma, come quelli di papà, come quelli di nonno.
Periodicamente ci andavamo a buttare nel fosso, ci piaceva da morire. Io, mio fratello ed il nostro amico. Ogni estate, quando si seccava, ci si ritrovava sotto ogni genere di tesoro: stivali risucchiati dal fango, monetine, giocattoli, porta fortuna. Eravamo felici, lo dico con lucidità. Lo eravamo tutti quanti. Mia madre e mio padre non si sono mai urlati addosso se non per le tre settimane che hanno preceduto la separazione.
A me sembrava sempre di vivere in uno di quei tanti libri che leggevo, mi ricordo la storia di uno in particolare che parlava di sette bambine in una casa di campagna, non ricordo più il titolo, ma io mi sentivo come una di quelle bambine di cui parlava quel libro.
"Io e papà ci separiamo, andrà tutto bene."
Questo mi sento dire una sera del 2003, nel buio della macchina di mia madre alle 9 di sera, mentre andavamo a riprendere mio fratello da un suo amico. Non me lo scorderò mai, non provai nulla, niente. Non mi stupiva che si volessero separare dove quelle tre settimane di grida ininterrotte, a ripensarci mi mangio ogni volta le mani. Sarei dovuta intervenire, avrei dovuto dire loro che neanche i bambini si azzuffano per stupidaggini simili. Cazzo, noi vivevamo bene.
Sono arrivata alla conclusione che mia madre abbia solo trovato un pretesto per lasciare mio padre, per poi andare a fare la puttana, ovvero ciò che è diventata.
Insomma, mia madre mi dice questa cosa, che si separano, ed io assorbo la notizia. Mi dice di non dirlo a mio fratello "perchè lui è più sensibile e potrebbe reagire male". Il mio psicologo dice che con quest'unica frase io sono stata investita del ruolo della figlia forte, che mi ha impedito e mi impedisce di esprimere dolore e/o di sfogarlo, questo è stato il primo e più grande freno della mia vita. Qualche giorno dopo parto per l'Inghilterra, classica vacanza studio, me l'ero quasi scordato del casino lasciato in Italia. Quando torno mi viene a prendere mia madre da sola, mi porta in una nuova casa, in una nuova città, in CITTA'. Come ho già detto questa separazione è stata attuata a tradimento, senza dirci niente. Quell'estate iniziai a fumare, a bere, a farmi le canne ed a scopare (se di inizio si può parlare su quest'ultima cosa).
Come possono sentirsi due cani sciolti come me e mio fratello, creature della terra, imprigionati in mezzo ad una giungla di asfalto e piogge acide. Ricordo che le prime due settimane quando mi soffiavo il naso usciva roba nera: lo smog che respiravo.
Contemporaneamente venni iscritta al liceo classico, io che volevo fare il linguistico. "Ma no, B., vuoi ritrovarti a fare la speaker alla stazione Termini??", dice mia madre e quindi liceo classico. L'obbligo del pudore e dell'apparenza che la intrappola nella sua vita perfetta, perfetta solo se vista da fuori. Per lei conta dire "Mia figlia ha fatto il classico" non "Mia figlia è felice", poi però non dice che ho perso due anni, poi però non dice che ho bevuto una bottiglia di J&B ogni giorno per i primi due anni che abbiamo vissuto nella nuova casa. La prima volta che ho messo una gonna di mia spontanea volontà mi ha detto: "Finalmente ho una figlia e non un carciofo". La mia mamma perfetta. Ho iniziato ad odiarla, da quando è tornata ad essere la borghesotta saccente che era prima di conoscere mio padre.
Mio fratello si è rifugiato nel mondo dei videogiochi, nel quale è ancora sprofondato. Ci ha messo otto anni a finire il liceo, sempre classico. Ha degli scompensi emotivi che l'hanno lasciato bambino. A scuola ha subito il bullismo perchè troppo introverso, sempre in un angolo. Le botte l'hanno fatto iniziare a bere, l'estate scorsa ha iniziato anche lui con le canne. Lui ha davvero rinunciato ad ogni suo sogno. Lui voleva fare il calciatore e, cazzo, quante volte si ritrova al campetto dove giocano anche miei amici e quando loro mi vedono mi parlano con gli occhi che scintillano di mio fratello "quello che sembra avere la colla sul collo del piede" "che non perde palla" "che ha strategia". Ha buttato tutto all'aria o meglio, glielo hanno buttato all'aria.
Due o tre anni fa ha litigato con mia madre, di brutto, si è trasferito da mio padre. L'ho perso da quel punto. Ci vediamo raramente e quasi sempre non abbiamo mai abbastanza tempo per raccontarci le cose o andare a fare una passeggiata. A lui non va più di fare queste cose.
Mio padre ha sofferto per anni di mal d'amore verso questa regina di ghiaccio che lo chiama solo se gli serve una mano nei lavori pesanti. E lui accorre, sbriga tutte le faccende spaccandosi la schiena e se ne va, senza dire una parola. Scrivendo a me, dopo qualche ora, "Io sono ancora innamorato pazzo, la amo quella donna".
Recentemente, per la mia gioia, ha smesso di amare mia madre, si è trovato un'altra donna che purtroppo non ho ancora conosciuto. Ma non l'ho mai visto così sorridente da quando sta con questa fantomatica Lei. Questo mi fa sorridere adesso, al resto ci si penserà poi.
Questo è il mio prospetto familiare, molto riassunto e mancante di parti, non ho parlato di mio nonno, mia nonna e mia zia (da parte di mio padre), che erano parte integrante della famiglia e che vivevano nell'altra parte della nostra villa in campagna. Sono importanti anche loro o lo sono stati nella scrittura della mia storia personale.
Il mio psicologo dice che sono un raro caso di conflittuale paterno trasformatosi in conflittuale materno, durante le prime sedute lo mandai in tilt. Mi dice sempre: "Sei una persona così a metà, così mista, così diversa che è impossibile inquadrarti. Sei incoerente e anche la tua storia lo è. Sei una persona a metà".
Neanche lui mi sapeva aiutare, ormai facciamo solo ipnosi.
Ti stimo ragazza, sai raccontare e raccontarti in modo davvero chiaro. Non mi pento nemmeno un attimo di essermi aggiunta come lettrice del blog, ti leggerò con gioia anche in futuro.
RispondiEliminaMi piaci perchè non sei una delle classiche frignone, sembri una che sa reagire.
Un abbraccio,
Victoria
Grazie Victoria. Tutti questi complimenti mi lusingano tantissimo! Anche io ti seguo e ti leggo, un bacione,
EliminaB.
....mamma mia. Per favore, se mai scriverai un libro, fammelo sapere.
RispondiEliminaahahah, quoto completamente Vaniglia!
RispondiEliminavì.
Nonostante il dolore e i tradimenti, la tua vita e' destinata ad essere raccontata... E per nostra fortuna, sei una scrittrice nata....
RispondiEliminaTi stringo..
Grazie Oli, spero proprio di portare in porto sto libricino nel quale compare un po' di quello che ho vissuto.
Elimina<3
@Van Iglia e Vì: nel fortunatissimo caso che riesca ad essere pubblicata da qualche coraggioso pazzo ve lo dirò sicuramente **
RispondiEliminaè vero che sei una persona metà..una che tiene alla cultura come mezzo di comunicazione..e l'altra che tiene alla trasgressione come mezzo di comunicazione..
RispondiEliminaè come se ti fossi scissa dopo la separazione dei tuoi..che comunque permettiti di dirtelo hanno mostrato davvero molta immaturità e pressapochismo nell'affrontare la cosa..
e credo che neanche loro l'abbiano risolta ancora del tutto..
vivevate in un eden e questo nascondeva ogni ombra..
ti abbraccio