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Contrariamente a quanto si sente dire, nella vita è molto più difficile arrendersi che lottare.
Fino a che si riesce a restare aggrappati ad una convinzione ed a difenderla, anche solo con l'uso delle parole, ci si continua a sentire quasi pieni, completi, finiti, per quanto, poi, il difendere tale convinzione (anche semplicemente di fronte a se stessi) porti nient'altro che dolore e fatica.
Nel momento in cui ci si arrende e si ammette che quella convinzione non era realmente fondata su basi solide, che non si era nella ragione o che, molto più probabilmente, ci si voleva illudere, è proprio in quel momento che ci si sente svuotati, privi di un qualche pezzo scoperto fondamentale all'improvviso.
A noi due è successo così:
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all'inizio era solamente una scaramuccia, una cosa da niente, mi dicevano. Ero stata costretta a tracciare una linea con il pennarello indelebile attorno alla mia vita, che passava per l'ombelico e mi cingeva pancia e schiena, in modo da dividere le mie due metà: quella di sopra e quella di sotto. Sono stata ore a cercare di riconciliarle, ma la lingua, che era ed è nella parte di sopra, si ribellava un po' e quindi non mi rendeva le cose molto facili.
Mi dicevano che sarebbe passata ad entrambe le parti, quella furia così sciocca che si vergognavano di comunicarmi: tutt'ora non ho ancora ben chiaro il motivo del litigio, ma penso che ci sia stato un problema d'amore tra arti sbagliati.
Da quel che ho capito la mia mano sinistra ed il mio piede sinistro, incontrandosi sotto la doccia, avevano fatto l'amore in mezzo alle bolle di sapone e da quel momento avevano iniziato a cercarsi e cercarsi di notte, quando l'altro piede e l'altra mano non potevano scoprirli.
Sia ben inteso che le mie due mani si stavano molto simpatiche, così come i miei due piedi; le prime ondeggiavano perfettamente sincronizzate mentre camminavo, prima l'una poi l'altra; i secondi anche riuscivano a muoversi in perfetta sintonia, rendendomi possibili quelle camminate che tanto mi piacevano.
Una notte però, la mia mano destra, svegliatasi per grattarmi un ginocchio, scoprì i due amanti nascosti in fondo al mio piumino, intenti ad intrecciarsi le dita.
La mano destra, così, non volendosi arrendere all'aver perso la sua unica anima DAVVERO gemella e vedendosi costretta ad un amore con un essere così diverso da lei come il mio piede destro, decise d'ingaggiare questa battaglia, che alla lunga coinvolse anche me.
Dicendo "me" intendo il mio pensiero, la mia mente pensante, dato che tutto il resto che c'è al di sopra della famosa Trincea Dell'Ombelico si è schierata senza nemmeno pensarci dalla parte della mano destra. Questo schieramento, all'inizio, fu organizzato in gran segreto, volendo tutti quanti riuscire a far innamorare la mano sinistra di quella destra.
Non immaginavano, però, quelli di sopra, che l'amore tra i due diversi era così forte da averli uniti inscindibilmente nel giro delle loro prime ore insieme. Questi loro sentimenti hanno causato in me la grande passione del grattarmi le dita dei piedi, per lo più i piccoli mignolini, che a quanto pare sono la parte preferita dalla mano sinistra di quel che si potrebbe chiamare "corpo" del mio piede sinistro.
La mano destra non s'arrese al destino nè tantomeno al buon senso, che a quanto pare era rimasto solamente alla mia mente pensante. E' necessario specificare che solamente la parte della mente che pensa, non quella che gestisce i vari movimenti, era rimasta fuori dal conflitto, una specie di Svizzera di carne. Quella parte che gestisce i movimenti è un po' una bandieruola e si allea con la parte che sembra averla vinta questo o quel giorno.
Questo suo spostarsi da uno schieramento ad un altro mi crea infiniti problemi.
Ad esempio, molto spesso la parte apparentemente vincente le ordina di fermare questo o quel movimento o di compierne alcuni strani e inspiegabili.
Sono stata costretta a letto per tre giorni perchè il mio piede sinistro non smetteva di ballare e, quindi, non riuscivo a chiuderlo nella sua scarpa.
Un'altra volta la mia mano destra è rimasta paralizzata per tre giorni, i tre giorni delle prove scritte degli esami di maturità.
Col tempo ho capito che questi inconvenienti non si possono evitare, così li lascio fare e li lascio lottare, dato che d'arrendersi non ne vogliono sapere.
Ultimamente, però, sembra che la parte di sopra stia riuscendo ad averla vinta, infatti vedo le due mani avvicinarsi in modo molto sospetto ed arrossarsi quando, sotto la doccia, si sfiorano mentre mi lavo.
Secondo me tra le due prima o poi nascerà qualcosa.
Vorrei spiegare finalmente, il significato della linea: la mano destra, l'unica capace di scrivere, pensava che in quel modo avrebbe potuto impedire alla sinistra di visitare di notte il suo amato piede, scordandosi che quella linea non era una recinzione e che, comunque, le mie vertebre restavano in grado di piegarsi e di avvicinare, quindi, i due amanti. La parte di sotto, capitanata dal piede destro, sentitosi offeso dalla mano destra, che l'aveva rifiutato schifata da quell'essere con le dita corte (ed anche un po' puzzolente), si era schierata totalmente a favore del piede sinistro, appoggiando un amore così passionale e violento, capace di sconfiggere qualunque differenza di sorta.
La parte di sopra invece, più razionale e meglio gestita, si era lasciata trascinare dalla mano destra in una battaglia in stile "aristocrazia contro servitù", convinti che solo i simili posso stare insieme e che non esistono la passione e l'amore, ma solamente una sorta di rispetto che riesce ad unire due parti del corpo, quasi come un'alleanza, e che le fa collaborare per il resto della loro vita.
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Le due mani, con l'arrivo dell'inverno, si sono ritrovate costrette in una convivenza coatta, inasprita dai continui attacchi delle due parti (quella di sopra e quella di sotto) scagliati l'una contro l'altra e dai continui
tentativi diplomatici dei due amanti, capitanati dalla mano.
Nonostante la rabbia che è nata tra le due mani, sembra che quando si ritrovano chiuse nel tascone della felpa, ne abbiano di argomenti di cui parlare.
Contemporaneamente a questo loro avvicinarsi, la mano destra mi è sembrata molto più svogliata, quasi incapace di scrivere o di afferrare la forchetta, tant'è che ho dovuto iniziare a scrivere con la sinistra, che a quanto pare ha imparato all'improvviso a scandire sui fogli i motivi delle lettere.
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Finalmente, penso di aver scoperto cosa è successo: la mano destra s'è arresa.
Con lei s'è arresa la parte di sopra del mio corpo, completamente, solamente i muscoli involontari continuano a funzionare per mia fortuna e grazie alla loro brutali stupidità da bravi manovali, abituati al lavoro duro e ligi al dovere.
La mia mano destra non scrive più e non riesce neanche più a fare le mille cose per cui utilizzavo solo lei: come timbrare il biglietto sull'autobus o girare la minestra o stringere la mano a chi mi veniva presentato.
Lo stomaco lavora a stento e svogliatamente e quindi ho dovuto iniziare a mangiare di meno, per non caricarlo con troppo lavoro, che comunque non svolgerebbe.
L'arrendersi della mano ha rafforzato unicamente i due clandestini innamorati e la parte di sotto, che sembra bilanciare la flemma di sopra con una strana euforia che mi fa correre come una forsennata per strada con il braccio destro che sventola come un fazzoletto, che mi fa saltare la corda senza mai sbagliare e che sembra voler sempre essere in festa, avendo vinto la guerra civile.
I miei occhi non ci vedono più molto bene, o comunque ci vedono quando vogliono loro.
Questo è quanto m'è successo.
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La mia mano destra, ingaggiando una guerra e trasmettendo le sue convinzioni ad una metà del mio corpo e poi arrendendosi all'idea di non poter avere l'amore in cui diceva di non credere e scoprendo di dovere accontentarsi del rispetto che tanto desiderava, ha svuotato se stessa e tutta la mia parte alta del corpo.
Così ora funziono a stento: metà viva e metà morta.
Solo la mia mente pensante è rimasta illesa, lasciandomi il privilegio di rendermi conto di essere sospesa tra due stadi così differenti, lasciandomi l'onore di assistere alla putrefazione della mia parte di sopra e di gioire della vitalità malata della mia parte di sotto.
tu hai un fottutissimo dono e mi togli il fiato.
RispondiEliminasei magica, incantevole, una creatura incredibile.
RispondiEliminati meriti mille commenti.
RispondiEliminamilioni.
ti giuro, è bellissima.
RispondiEliminati stringo; onorata di farlo.
vì.