lunedì 14 maggio 2012

Il faro.

Il faro sulla strada dei pub si accende solo ora. Chissà cosa speravano di trovare: mani impegnate in rollii illegali, sangue sparso su catene da bicicletta, quella botta ancora acchittata sul pianalino dello specchio al bagno. Qui, proprio qui.
Il mio cane mi guarda. È stanco anche lui di tutto questo schifo. Del mio ragazzo che non pensa mai a me, dei miei amici che non mi degnano di uno sguardo. Di rabbie assassine che mi uccidono il cuore e mi fanno venire voglia di saltare giù da un buon decimo piano. Potrei andarmene ora e sparirei nel nulla. Ma perché, perché nessuna di queste insulse persone si accorge che mi stanno uccidendo. Con i loro discorsi stupidi, le loro location borghesi, i loro modi di fare bigotti.
Il faro sulla strada dei pub si accende solo ora. Il mio angolino da disadattata, accaparrato senza fatica, risplende della luce spettrale e gialla e chissà cosa volevano trovare grazie a lei: cocktail illegalmente versati in vetro, cane sciolto che non può vivere come dovrebbe, un uccellino morto sull'altro lato della strada, la mia sensibilità adagiata su squallide piastrelle e calpestata ancora. Ancora, proprio da questi volti e cervelli e anime che mi dovrebbero conoscere.
La mia inutilità nella loro vita mi spiazza.
Il marmo dei portici accoglie di nuovo le mie lacrime. È strano come io non faccia altro che ripetermi.



Vorrei trovare qualcuno a cui poter dire cosa mi ferisce solo una volta, una persona a cui non serve sentirselo dire un milione di volte.
Mi alzo in piedi.
"Vado a far bere il cane".
Me ne vado sapendo che crollerò dietro al primo angolo.
Me ne vado sapendo di essere ridicola.
Ancora fottutamente ridicola.
Ancora fottutamente sola nella città che dorme.
Solo il mio cane mi segue, dimostrando il detto "chi mi ama mi segua".

4 commenti:

  1. Il problema è che molte volte dire una sola volta come ci si sente, non basta. Non perchè tu non sai essere chiara, ma perchè gli altri non sanno ascoltare. A loro non frega niente, pensano solo a se stessi.
    E' una società squallida, fatta solo di menefreghismo e prepotenza.
    Ti stringo.

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  2. Mi rivedo moltissimo in certe cose che hai scritto. Il sentirsi sola, a un livello sconosciuto al resto del mondo, una cosa privata tra te e il cane, al massimo. L'inutilità dei sentimenti. Il percepire gli altri - gli amici, quelli che ti vogliono bene, quelli che ti facevano sorridere - come improvvisamente diventati mediocri, stupidi, non alla tua altezza, non in gradi di comprenderti.
    Forse dietro l'angolo crollerai, ma riuscirai a rialzarti, vedrai.
    Ti stringo,




    Baci.

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  3. ti accompagnerò a portare fuori il cane, e sarò la tua spalla su cui piangere, tesoro..
    ti stringo

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  4. fingere..magari in questa società siamo solo maschere..
    e ci sono anche maschere di cera..che si sciolgono con la luce di un faro..
    come la tua..
    che ti senti disadattata perchè non sai non vuoi fingere..e ti chiedi cosa davvero conti..cosa davvero resta..

    e il cane non ha maschera..è un batuffolo che si protegge dal freddo con il suo pelo..
    e noi tu come proteggerci dagli altri?

    ti mando un forte abbraccio

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