domenica 3 giugno 2012

Simone: l'errore più grande della mia vita.

Questo sarà un post lungo e, probabilmente, noioso per la maggior parte di voi. Ma stanotte è di questo che ho bisogno di sfogarmi, di parlare. Vorrei salire sul tetto e urlare, urlare a tutti questa storia.
Una storia che invece racconto adesso a voi.
Non siete le uniche persone a conoscerla. Purtroppo ha fatto il giro di tantissime bocche. Il gioco del telefono spietato di questa città.

Tanto tempo fa, nel 2008, avevo una specie di migliore amico. Per "migliore amico" intendo un tizio con cui mi vedevo spesso e con cui potevo parlare di ciò che volevo.
Moro col ciuffo, parecchio stempiato per il suoi 19 anni. Un paio di jeans, una maglietta nera, un soprannome che lo rendeva riconoscibile a chiunque uscisse nella mia cricca: un bar pieno di ragazzi della mia età che erano diventati il surrogato della mia famiglia.
Lo chiamavamo "Drugo". Un soprannome classico che adesso va di moda, ma che prima (qui) aveva solamente lui e lo possedeva da anni.
Con Drugo ci promettevamo da anni che avremmo scopato, da secoli. E' un ragazzo non troppo bello, ma affiscinante. Affascinante perchè cinico e spietato. Un animale.
Non lo avevo mai toccato nonostante la mia ninfomania dilagante dell'epoca. Questo perchè piaceva ad una tizia che (col senno di poi) definirei una "ragazza con cui prendevo piacevoli caffè lunghi un'ora precisa il sabato pomeriggio". Niente di più, a pensarci ora; eppure prima le volevo bene. Io che mi affeziono subito e do tutto subito. Io che avevo dato tutto pure a lei.

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Non dico queste cose per lavarmi le macchie che ho addosso, delle quali Simone è solo la più grande. Le mie macchie me le tengo e sono felice di tentare di grattarle via ogni mattina. Felice, certo, nel modo felice in cui lo sono i muratori sottopagati e stranieri. Dico che a lei avevo dato tutto perchè odio le donne, ci avevo scritto su poco tempo fa, ed in quel periodo ancora di più. E lei la adoravo, davvero. Per me questo era un miracolo, un miracolo di quelli fatti da Gesù nei Vangeli, un miracolo di quelli veri: io volevo bene ad una ragazza, dopo quell'inferno di Francesca finito l'anno prima. Quindi, le avevo dato tutto quello che potevo darle. Come è mio solito fare con i ragazzi.
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Lei stava dietro a questo mio migliore amico da tanto ed io ho sempre sottovalutato le cotte, sempre.
Lui la chiamava per farsi succhiare il cazzo una volta al mese. Un pompino senza ingoio e senza amore: rubato da labbra che avrebbero voluto incontrare labbra e collo e capezzoli e peli e pancia e ombelico e chissà quante altre cose prima di incotrare una cappella gonfia. Io non capivo questa dinamica, come non la capisco neanche ora. Io sono una che quello che vuole se lo prende. Subito. E mi vergogno dell'aria da sbruffona che aleggia sopra queste parole, addirittura quando le scrivo: mi vergogno infinitamente. Ma quella è la verità. Sono un toro: abbasso la testa e corro incontro a ciò che mi ha fatto perdere la ragione. Che fosse per rabbia, per amore, per attrazione o per curiosità poco importava all'epoca. Quindi non comprendevo il fatto che dopo cinque anni di pompini ancora lei non riuscesse a farsi dare neanche un bacio. Non lo capivo e non lo accettavo. Ripeto: la mia regola era "tutto e subito". Non c'è stata una volta in cui non la seguii, questa regola del cazzo.
Dopo tanti anni, quando lei conubbe me, era arrivata al punto di svolta: aveva detto basta a Drugo. Mai più, mai più Drugo. Io iniziavo proprio in quel periodo a prendere con lei "caffè piacevoli della durata di un'ora il sabato pomeriggio", ecc ecc.
Credevo a lei non interessasse più e quindi, dopo secoli che ce lo promettevamo, alla fine scopammo.
Una sera che ero a casa, d'estate, mi venne a trovare. Scesi e aveva due birre e andammo a berle in un parcheggio che è qui dietro casa mia.
Su una panchina, in mezzo alla strada e alla svelta, scopammo. L'apoteosi del termine "scopare" fu quell'esperienza. Nulla di più secco e asettico. Dicevo in un altro post "seriale" e non c'è nessun altro termine che si addica di più a quella...      Non saprei come definirla.
Mi portò, pochi giorni dopo, ad una festa di compleanno di un suo compagno di classe. Io imbucata in prima linea in mezzo ad un gruppo di gente amica da dieci anni, ero come una balena nel lago di Como: impossibile non notarla.
Lì incontrai Simone. Non lo sapevo ancora, ma avrei rimpianto per tutta la vita quella notte.
Questa parte, davvero, non l'ho mai raccontata a nessuno.
Ci rinchiudemmo in camera dei genitori del festeggiato: io e Drugo, Simone e la ragazza che stava frequentando.
Con due fustini di birra il risultato era ovvio.
Scopai di nuovo con Drugo, nel lettone, affianco a Simone che tentava di (almeno) toccare la sua tizia.
Lui non riuscì a concludere niente e lo sentivamo sbuffare incazzato ogni secondo e lei "No-no-no" e io che tentavo di tenere la bocca chiusa e Drugo di muoversi il meno evidentemente possibile.

Due giorni dopo da quella festa facemmo sega da scuola io, Drugo e Simone.
Vedemmo un film, "Funny games" (ma non quello nuovo, quello vero), alla fine del quale era già passata una mezz'ora da quando Simone mi aveva preso la mano, stringedola e accarezzandola piano piano, per non farci vedere da Drugo a fare i tredicenni.

Simone: altezza nella media, magromagromagromagro ed un gran pisello; Simone era ed è il mio tipo ideale: con la faccia da tossico (che era) e solo la carne sulle ossa, le labbra morbide e sode, la lingua veloce ed impalpabile, quelle anche che mi facevano male. I capelli e gl'occhi neri da siciliano. Mi piaceva da morire.
Nel giro di una settimana stavamo insieme, avevamo scopato e quant'altro.
Dopo poco mi disse che mi amava.
Io la solita crocerossina. Suo padre in depressione da anni e sua madre ossessiva compulsiva. Mi odiavano tutti in quella casa e chi non mi odiava mi ignorava. Eppure, passando per il nero salotto davanti a sua madre, trovavo tutta la luce nella camera e nei baci di Simone.
Mi piaceva da morire x2.
Facevamo un sesso pieno di affetto, di affetto che si prova verso chi salva la vita o la rende giusto un poco meno peggio.
E un giorno quel sesso fu "troppo rumoroso". "Così rumoroso" che l'orecchio della madre, sempre attaccato alla porta della camera di Simone, riuscì a sentire: praticamente stavamo solo respirando tentando di tenere un ritmo normale.
Fummo interrotti da sua madre e sua sorella: la prima piangeva a dirotto urlando, la seconda cercava di capire e chiamava Simone per chiarimenti.

Fui sbattuta fuori a calci e ci tornai solo poche volte.
Mai più un'umiliazione del genere mi è capitata fino ad ora.

Lui si trasferì a casa mia, chiedendo il permesso a mia madre, con tutte le premure del mondo.
Stette da me un solo mese ed in quel mese la sua pazzesca madre chiamava la mia ogni giorno per dire traviavo suo figlio: "Sua figlia è una puttana senza scrupoli. Mi ha rubato mio figlio! Sua figlia "di qua e di là" ".
Noi facevamo finta di niente, ci amavamo e passavamo il capodanno insieme da soli a casa mia in montagna. Scopammo e fumammo e poi lui bevve e mi scopò e fumammo e così via.
Quando lui tornò a casa sua la situazione degenerò. Sua madre chiamava me per insultarmi e, nel frattempo, lui si ubriacava di peroni versate su flaconi sani di antidepressivi di suo padre.
Non avevo ancora la macchina e dovevo andarlo a cercare per la città a piedi, a Luglio, a qualunque ora. Perchè antidepressivi e alcool non sono una miscela poco rischiosa. Avrebbe potuto morire. Ed io mi preoccupavo e sua madre in lacrime al telefono che mi pregava di cercarlo.
Lo trovavo sempre. Che sbiascicava da solo in qualche bar.
Iniziammo a spacciare fumo e erba. Due tette ed una canna e guadagnavamo soldi mai visti senza far nulla. Facevo tutto io, ovvio, le tette lui mica ce le aveva. Lui stava meglio: aveva smesso con gli antidepressivi, con l'md, con la cocaina, con tanta altra merda.
Il fumo veniva sempre a chiedercelo un suo amico di scuola: il famigerato (col senno di poi) Pazzo Maniaco.
Anche lui la solita faccia da tossico, il solito corpo magrissimo.
La mia ninfomania venne a salvarmi dal disastro familiare in cui mi aveva tirata Simone.
Il ragionamento animalesco: "Ti piace?" - "Scopaci".
Con sotterfugi di varia natura riuscii a vederlo più volte da sola.
Alla fine, una sera, ci scopai.
E stavo ancora con Simone.
Con Simone che mi vedeva come un'ancora di salvezza.
Ed io l'ho tradito così.
 L'ho illuso e tradito.
Lo lascia il giorno dopo. Senza scrupoli.
Con un sms.
E quando si presentò sotto casa mia a chiedermi spiegazioni io lo baciai.
Senza scrupoli e con affetto.
E quando mi riportò le mie cose avrei voluto baciarlo ancora.
Senza scrupoli e con rimorso.


Sono stata una merda. Una vera merda.
E la parola "puttana" me la meriterò per tutta la vita, sempre e solo per questo.
Tra i miei sogni ricorrenti ce n'è uno in cui sto insieme a Simone ed un altro in cui per tutta la notte gli chiedo in ginocchio di perdonarmi, ma non per riconquistarlo. Semplicemente per chiedergli scusa.
E sogno anche ad occhi aperti di incontrarlo e baciare il suolo su cui cammina pur di allieviargli un po' il male che gli ho fatto e che altri mi hanno riferito.
Dopo di me ha iniziato a prendere tutti i tipi di droghe di cui si faceva prima, in aggiunta i trip: prima uno ogni due mesi, poi uno a settimana, poi uno al giorno, poi ancora di più.
Quando lo incontro mi guarda ancora sofferente ed una volta si fermò a salutare il mio attuale ragazzo e scappò guardandomi e dicendo a lui: "Scusa, ma soffro troppo".

Non mi perdonerò mai per il male che gli ho fatto.

Dopo averlo lasciato venne a sapersi il perchè, non so come, dato che io ed il PazzoManiaco vivevamo in segreto assoluto.
Il P.M. si prese uno schiaffo da Simone.
A me Drugo disse: "A me e tutti quelli che conosco fai schifo".
Loro dissero alla signorina dei piacevoli caffè che avevo scopato con Drugo.
In un lampo avevo litigato con una città intera. Qui funziona così.
Litigo con te?
Gli amici e gli amici degli amici e gli amici degli amici e gli amici degli amici e gli amici degli amici degli amici dei tuoi amici litigheranno con me.
Ero da sola col Pazzo Maniazo e con l'orrore di essere venuta meno ai miei impegni da crocerossina, per la prima volta.
E con il peso di sapere di aver lasciato l'unica creatura che davvero mi amava, che davvero aveva bisogno di me.




Stasera ho incontrato Drugo.
Dal 2009 non mi salutava.
Mi ha guardata ed io ho distolto lo sguardo, l'attacco di ansia/panico iniziava a brulicarmi nello stomaco e negli occhi.
Mi ha detto: "Che fai, mi guardi e non mi saluti?".
Mi ha dato due baci sulle guance, aggiungendo: "Sei dimagrita tantissimo".

"Non è vero cazzo!"


Io in questa città non ci devo più tornare.


So che ora anche voi mi "penserete" con occhi diversi.
Da mesi scrivo di essere una persona di merda.
Lo sono.
Ed ora sapete il mio più grande errore.
Il marchio a fuoco, incisomi in fronte come ad una strega nel Medioevo.
E di questo marchio mi vergogno.
E per questo marchio non cammino più a testa alta.
E grazie a questo marchio sono cresciuta.
E per colpa di questo marchio sono morta.

14 commenti:

  1. hai fatto un errore.
    cosa cazzo c'entra? eh?
    tu hai 22 anni. ventidue. e sappiamo benissimo che non siamo bambine, io vado per i diciannove, ho poco meno di te, ma non siamo bambine. ma siamo donne fatte e formate? no.
    siamo ancora nella fase ''sto crescendo, cado e mi rialzo, cado e mi rialzo''. e all'epoca tu eri anche più piccola.
    tutti sbagliano. lui si era aggrappato a te, ma tu non eri di certo nelle condizioni di sostenere nessuno. ti senti in colpa perchè lui aveva bisogno di te, ma anche tu avresti avuto bisogno di tanta comprensione e amore, che nessuno ti ha dato comunque. non so lui cosa ti dava, non so se ti sentivi davvero amata, ma sicuramente se il senso di colpa era così grande, era lui che si prendeva la fetta più grossa della torta, il tuo amore e sostengo.
    e ti sembra giusto? solo perchè uno sta male non è giusto si aggrappi così disperatamente a qualcuno. a piccole dosi, piano piano, ma se la cosa ti ha così devastata non erano piccole dosi.
    nessuno deve permettersi di giudicarti o dirti che fai schifo dopo tutto quello che hai passato, dopo tutta la sofferenza subita dalle persone in cui speravi di trovare qualcosa di vero e che magari ti hanno solo usata. questo fa soffrire mostruosamente.
    ha sofferto simone? ma pure tu soffrivi tesoro. pure tu. e soffri ancora.
    e non devi rendere conto a nessuno di quello che fai e di quello che sei.
    e poi, detto così tanto per, è stato un ''tradimento'' come un altro. come ne succedono da sempre e sempre ne succederanno. a me non ha impressionato questa cosa, nè ti vedo in modo diverso, ANZI.
    ti abbraccio forte, sperando di averti dato un po' di sollievo. perchè TE LO GIURO CON OGNI FORZA CHE HO, non hai motivo di stare così male per questa faccenda. ti prego ti prego ti prego ti prego.

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  2. ps: ho riletto il commento che ti ho appena scritto... spero non sembri che ho ''offeso e giudicato'' simone perchè non era mia intenzione sia chiaro :)

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  3. Ho letto tutto il posto e con piacere.
    Vivere in posti del genere ci porta in queste situazioni, sempre... anche io ne so qualcosa. E' per questo motivo che so scappata.
    In ogni caso, visto che ancora ne parli e quindi significa che ti fa parecchio male, io ti consiglio di parlare con Simone, di chiedergli scusa, di spiegarti e cercare di fargli capire... così potrei sentirti un pò meglio.

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  4. ma il modo in cui mi ha toccato questo post? .. caspita .. ho sentito tutta l'angoscia, la colpa, persino ho le farfalle nello stomaco tanto hai risvegliato vecchi fantasmi del mio cuore ..
    spero che scrivendo tu ti sia sfogata almeno un po'..
    in ogni caso sappi che non ti "penso" con occhi diversi
    un abbraccio
    Emy

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  5. Io sono molto diversa da te in questo, ho paura a lasciarmi andare e a permettere ad altri di lasciarsi andare con me. Deve esserci un rapporto speciale, davvero speciale, perchè io abbatta ogni freno con le persone. Però mia cara, credi di essere la sola ad aver avuto storie simili? Tu vivi a Roma se non sbaglio, bè io vivo in una minuscola cittadina, dove tutti sanno tutto di tutti, e quante storie ho sentito! Tante che nemmeno immagini! E mica così...almeno, leggendoti, trapela che tu del sentimento lo hai provato (che non sia amore, affetto, ma quello spirito da "crocerossina" come lo chiami). Da giovani si sperimenta, si vive con leggerezza e fa parte dell'essere adolescenti...sono le malelingue degli altri, la loro cattiveria nel fare gruppo contro uno solo, a fare male. E poi del passato non si cancella nulla, successi, errori, nulla. Perchè è grazie a ciò che tu ora hai quello che hai e sei ciò che sei.

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  6. ti vedo sempre uguale... sempre la stessa... come ti ho immaginata la prima volta, ti immagino adesso...

    c'è qualcosa dentro le tue parole che mi ha detto, sin dal tuo primissimo post, che tu eri una persona che sarebbe diventata amica... e le persone amiche le ami incondizionatamente... anche se tu ammazzassi qualcuno, ti vedrei sempre allo stesso modo... bella... e forte... e coraggiosa... e spudorata... e cazzara... ma bella... e adorabile...

    <3

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  7. Scrivici un libro!!!
    Sesso, droga, tradimenti, direi che ci sono tutti gli elementi per convincere un editore a puntare anche su un giovane talento come te!!!

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  8. Tutti facciamo delle cose di cui pentiamo e che tentiamo di rimuovere dalla memoria, per questo non ti sto giudicando ne leggerò i tuoi post con occhi diversi. Io sono una che scappa e si rifugia in un mondo che non c'è: non sarebbe da condannare anche questo?
    Ti abbraccio forte

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  9. :) avide di vita vera..ci hai passato le tue emozioni,sappi che ti appoggiamo sempre, perchè,all'infuori delle singole esperienze,nn ci abbandoniamo l'una con l'altra.
    Sei straordinaria,incredibile. Un'ispirazione,altro che una persona orribile.

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  10. So cosa vuol dire essere marchiati a fuoco in un paese.
    So cosa vuol dire fare errori enormi e morire.
    Srntirsi come ti senti te.
    Ma non ho soluzioni al tuo male.
    E vorrei averne.
    Vorrei dirti "oh guarda fai questo e quello e si risolve tutto"
    Ma non posso.Perchè non lo so.
    Ti abbraccio<3

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  11. piccola mia ciao! scusa se sono scomparsa, ma non c'è modo migliore di tornare che leggendo un post denso di vita coma il tuo. Per te sarà stato uno sfogo a me fa sognare. So che te ne sarai pentita, ti avrà fatto male e te ne vergognerai ancora..ma ripensaci: questa è pura vita! è irrazionale, è passione, è dolore,tormento e gioia tutto assieme! eccchissenefrega della gente che giudica! <3<3<3 un megabacio tesoro!

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  12. Credi di essere l'unica a fare i conti con cose così? Oh no, mia cara, sei solo una delle rare persone che scrive nero su bianco la verità. E ti ammiro molto per questo. Io ancora non sono riuscita a scrivere le cose per le quali vorrei uccidermi... Non ce la faccio.
    Ai miei occhi non sei cambiata nemmeno un po': mi sento solo un po' più vicina a te, un po' più simile a te...
    So cosa provi, conosco la sensazione lacerante che ti toglie il respiro, la vergogna, i flashback quotidiani...

    Ti abbraccio,
    Victoria

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  13. Grazie per questo post... probabilmente se io avessi il tuo fegato mi sarei comportata così almeno una volta nella vita.
    tutti hanno un peso che si portano dietro, ma è anche questo che ci permette di trovare i nostri limiti. non sei una persona orribile, sei una persona.
    hugs.

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